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ULTIMO FASCICOLOGAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 1998 Ottobre-Dicembre;157(5-6):149-52

lingua: Italiano

Correlazione tra lo spessore Intima-Media carotideo e la sonografia Doppler della carotide interna intracranica

Corsi M.

Specialista in Chirurgia Vascolare


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. Negli anni recenti particolare attenzione è stata data a specifici distretti vascolari, per seguire l’evoluzione delle placche precoci, in correlazione con le malattie cardio- e cerebrovascolari.
Particolare rilevanza è data dai cambiamenti della parete arteriosa, per distinguere la arterie normali da quelle con lesioni precoci.
Scopo di questo studio è proporre una metodica per correlare lo spessore del complesso Intima-Media della biforcazione carotidea e la flussimetria della carotide interna nel suo tratto terminale intracranico.
Metodi. In questo studio sono valutati quindici soggetti, maschi, che non presentavano lesioni aggettanti nel lume, 20 mm prima della biforcazione carotidea, lungo la carotide comune, e 20 mm dopo la biforcazione, lungo la carotide interna.
Il complesso Intima-Media è stato misurato, sulla parete posteriore, della carotide comune, a una distanza di circa 15 mm dalla biforcazione ed è stata presa in considerazione la zona con un valore I-M più alto.
La flussimetria della carotide interna intracranica è stata valutata con sonda posta sulla squama dell’osso temporale, omolaterale alla carotide comune considerata, ad una profondità di 60±10 mm.
Risultati. I pazienti studiati sono stati divisi in due gruppi A e B:
A) Dieci soggetti, con età media di 54±6 anni, di cui cinque (A’) affetti da ipertensione arteriosa, gli altri cinque (A’’) erano affetti da diabete non insulino-dipendente.
B) Cinque soggetti non affetti da ipertensione arteriosa o diabete, che rispondevano ai criteri di inclusione; questo è stato considerato come gruppo di controllo.
Il complesso Intima-Media dei soggetti del sottogruppo A’ era di 1,2±0,1 mm e la velocità sistolica della carotide interna intracranica di 44±5 cm/sec, del sottogruppo A’’ il complesso Intima-Media di 1,0±0,1 mm e la velocità sistolica della carotide interna intracranica di 46±2 cm/sec, mentre del Gruppo B, gruppo di controllo, il complesso Intima-Media di 0,65±0,1 mm e la velocità sistolica della carotide interna intracranica di 57±4 cm/sec.
Conclusioni. La misurazione del complesso I-M carotidea permette di valutare globalmente lo stato della malattia aterosclerotica e nessun vaso può essere studiato meglio delle carotidi con un costo inferiore a qualsiasi altra indagine.
Il confronto effettuato in questo studio, tra lo spessore del complesso Intima-Media e la flussimetria della carotide interna intracranica, in soggetti completamente asintomatici per qualunque vasculopatia periferica, sembra evidenziare una correlazione tra i due dati.

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