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GAZZETTA MEDICA ITALIANA ARCHIVIO PER LE SCIENZE MEDICHE

Rivista di Medicina Interna e Farmacologia


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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 1998 August;157(4):121-5

lingua: Italiano

Le fratture facciali nei pazienti anziani

Becelli R., Frati R., Renzi G.

Università degli Studi «La Sapienza» - Roma, Cattedra di Chirurgia Maxillofacciale


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Obiettivo. Questo articolo discute le problematiche legate alla diagnosi ed al trattamento delle fratture maxillofacciali nei pazienti anziani.
Metodi. È stata condotta un’indagine retrospettiva su 51 pazienti con età maggiore di 65 anni trattati per fratture facciali presso il reparto di Chirurgia Maxillofacciale dell’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» dal gennaio 1981 all’ottobre 1997.
Risultati. Le fratture di mandibola e quelle di zigomo sono state le fratture maxillofacciali più diagnosticate nella nostra serie di pazienti. Le fratture più severe sono state ridotte e contenute tramite metodiche come le RIF il bloccaggio intermascellare o le viti bicorticali, dipendentemente dalla sede del trauma e dalla capacità dei tessuti del paziente di sopportare tecniche più o meno cruente. In 29 casi non si è allestito alcun trattamento, ma si è proceduto alla sola osservazione in considerazione delle condizioni generali del paziente e degli scarsi disturbi funzionali apportati dal trauma.
Conclusioni. Il trattamento più corretto dei traumi facciali negli anziani si realizza quando è possibile procedere all’operazione chirurgica precocemente, in I o II giornata. In questo modo il trattamento si compie in situazioni ideali: prima del rigonfiamento edematoso dei tessuti e prima che riparazioni spontanee della frattura possano esitare in danni funzionali ed estetici difficilmente correggibili.
Pertanto una diagnosi tempestiva, fondata sia sull’esame obiettivo che sulle immagini strumentali, è di indubbia importanza ai fini dell’esito finale dell’operazione, sia sotto il profilo funzionale che sotto quello estetico.

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