Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3):313-20

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3):313-20

lingua: Inglese

Fibrosi epatica: valutazione con risonanza magnetica di diffusione in pazienti con malattia epatica cronica

Catanzaro R., Sapienza C., Milazzo M., Arona S., Italia A., Samperi L.

Section of Gastroenterology Department of Medical and Pediatric Sciences, Institute of Internal Medicine “A. Francaviglia” University of Catania “G. Rodolico” Hospital, Catania, Italy


PDF  


Obiettivo. La fibrosi epatica è spesso una possibile evoluzione della malattia epatica cronica con rischio di progressione in cirrosi. Lo studio è stato progettato per valutare se il coefficiente di diffusione apparente (apparent diffusion coefficient, ADC) rappresenti una metodica accurata nella stadiazione della fibrosi.
Metodi. Lo studio è stato condotto nel periodo 2008-2012. Abbiamo reclutato 84 pazienti con malattia epatica cronica. Il gruppo controllo includeva 67 pazienti con esami di laboratorio, ecografia e risonanza magnetica compatibili con condizioni epatiche normali. Per ragioni etiche, questi pazienti non sono stati sottoposti a biopsia. I pazienti sono stati esaminati mediante risonanza magnetica di diffusione impiegando un apparecchio da 1,5 tesla e tecnica single shot echo-planar. Le biopsie epatiche sono state valutate con sistema Metavir (F0-F4), sistema Ishak (0-6) e sistema Brunt (0-6). I pazienti sono stati divisi in tre gruppi secondo il differente grado di fibrosi e l’ADC inter-gruppo è stato comparato mediante U-test di Mann-Whitney. Inoltre è stata utilizzata la curva ROC.
Risultati. È stata trovata una differenza significativa tra il gruppo 1 (F0-F1) e il gruppo 3 (F3-F4) con P=0,0024 e tra il gruppo 2 (F2) e il gruppo 3 con P=0,027, ma non è stata trovata una differenza significativa tra il gruppo 1 e il gruppo 2.
Conclusioni. Lo studio mostra una correlazione tra la riduzione dell’ADC e l’incremento del grado di fibrosi epatica. L’ADC sembra essere utile nella stadiazione della fibrosi nei pazienti con malattia epatica cronica, nel distinguere stati tardivi di fibrosi da stadi precoci e intermedi.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

rcatanza@unict.it