Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3):261-72

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

  MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI: UN AGGIORNAMENTO


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 September;59(3):261-72

lingua: Inglese

Prevenzione dei tumori nella IBD: il punto di equilibrio

Mill J. 1, Lawrance I. C. 1, 2

1 Centre for Inflammatory Bowel Diseases Fremantle Hospital, WA, USA;
2 University Department of Medicine and Pharmacology University of Western Australia Fremantle Hospital, WA, Australia


PDF  


Infiammazione e immunosoppressione sono i due principali fattori di rischio per lo sviluppo di tumori nella sindrome dell’intestino irritabile (inflammatory bowel disease, IBD). Se da una parte il naturale decorso della malattia caratterizzato da un’infiammazione intestinale incontrollata può portare a una maggiore incidenza di carcinoma del colon retto (colorectal cancer, CRC), la colonscopia di controllo ha permesso una diagnosi più precoce di displasie e tumori, e di conseguenza un trattamento chirurgico più tempestivo e una prognosi più favorevole. Inoltre, la chemioprevenzione mediante anti-infiammatori (acidi 5-aminosalicilati) e immunosoppressione potrebbe virtualmente ridurre l’incidenza di CRC. Tuttavia, nei pazienti con IBD si è osservata anche una maggiore prevalenza di numerosi tumori extraintestinali, come neoplasie epatobiliari e pancreatiche, soprattutto in presenza di una colangite sclerosante primaria. Per ironia della sorte, tuttavia, i farmaci usati per controllare l’infiammazione nella IBD possono anche essere responsabili dello sviluppo di altri tumori. L’aumentato rischio di linfomi e tumori cutanei associato all’uso di farmaci immunosoppressivi può essere virtualmente dovuto alla perdita di immunosorveglianza e, nel caso dei linfomi, alla presenza di virus oncogeni (virus di Epstein-Barr). Pertanto, la sfida da affrontare sia per il medico curante sia per il paziente affetto da IBD consiste nel trovare un punto di equilibrio tra il rischio connesso a qualunque possibile trattamento dei sintomi e il naturale decorso della malattia caratterizzato da infiammazione incontrollata.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

ian.lawrance@uwa.edu.au