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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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  FEGATO 2013


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 Giugno;59(2):133-41

lingua: Inglese

Epatite autoimmune

Weiler-Normann C., Sebode M., Lohse A. W.

Department of Medicine University Medical Center Hamburg-Eppendorf Hamburg, Germany


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L’epatite autoimmune (AIH) è una malattia infiammatoria cronica epatica che, se non trattata, porta alla cirrosi e relative complicanze. Le caratteristiche cliniche includono transaminasi alte, immunoglobuline G elevate e presenza di autoanticorpi. Per porre la diagnosi è necessaria una biopsia epatica. Se trattata adeguatamente e tempestivamente, la prognosi di epatite autoimmune è eccellente. Il trattamento standard oggi consiste di azatioprina e prednisolone e porta alla remissione nella maggior parte dei pazienti. L’intolleranza al trattamento standard o la remissione incompleta, nonché i gruppi di pazienti speciali, come le pazienti in stato di gravidanza o gli anziani, necessitano di trattamenti di seconda o addirittura di terza linea. Per questi pazienti, è disponibile un certo numero di farmaci efficaci off-label e l’induzione della remissione è possibile nella grande maggioranza dei pazienti. La scelta del regime farmacologico è importante, poiché è necessario prendere in considerazione l’interazione farmacologica, le malattie concomitanti, l’età e il sesso dei pazienti per ottenere un profilo di effetti collaterali tollerabili e una buona qualità di vita dei pazienti. Il micofenolato mofetile è il farmaco di prima scelta in caso di intolleranza all’azatioprina. Altri trattamenti possono includere l’uso di ciclosporina, tacrolimus, ciclofosfamide o farmaci biologici, come rituximab o infliximab. È necessario un attento monitoraggio dei pazienti, poiché possono verificarsi effetti collaterali.

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