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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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  AGGIORNAMENTI IN GASTROENTEROLOGIA


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2013 March;59(1):13-23

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Gestione dell’esofago di Barrett

Rahman A. A. 1, Singh R. 1, Sharma P. 2

1 Department of Gastroenterology, Lyell McEwin Hospital and University of Adelaide, Elizabeth Vale, South Australia, Australia; 2 Division of Gastroenterology and Hepatology, Veterans Affairs Medical Center and University of Kansas School of Medicine, Kansas City, MO, USA


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Sia l’incidenza dell’adenocarcinoma esofageo (EA), sia del suo precursore, l’esofago di Barrett (BE), è in rapido aumento in tutto il mondo occidentale. La progressione di BE a EA segue la sequenza metaplasia-displasia-carcinoma e ciò pone il BE al centro di un intervento prima dello sviluppo di EA. Si considera la fattibilità di un programma di screening per la popolazione a rischio, seguito dalla sorveglianza dei pazienti che hanno rivelato BE in endoscopia. Le potenziali opzioni di gestione sono quindi stratificate in base ai reperti istologici dei vari gradi di displasia. Si inizia con una vigile attesa o sorveglianza, come nel caso di BE senza displasia e displasia di basso grado (LGD). Le terapie ablative, come l’ablazione con radiofrequenza (RFA), possono essere considerate nei casi di displasia di alto grado (HGD) non visibile. Con lesioni visibili e tumori intramucosi, si consiglia generalmente la resezione endoscopica della mucosa (EMR) o la dissezione endoscopica della sottomucosa (ESD), come trattamento e tecnica di stadiazione. L’esofagectomia rimane il trattamento di scelta in caso di EA, dove esista un rischio elevato di metastasi, come nei casi di più profonda invasione della sottomucosa, invasione linfo-vascolare o neurale e nei casi di neoplasie di grado superiore.

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