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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2011 Marzo;57(1):97-103

lingua: Inglese

Patogenesi della colangite nell’ittero ostruttivo

Navaneethan U. 1, Jayanthi V. 2, Mohan P. 2

1 Department of Internal Medicine, University of Cincinnati College of Medicine, Cincinnati, OH, USA;
2 Department of Gastroenterology, Stanley Medical College, Chennai, India


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L’ittero ostruttivo produce una serie di alterazioni biochimiche e fisiologiche nel tratto biliare. La colangite acuta si sviluppa in un sistema biliare infetto, generalmente ostruito, a livello del dotto biliare comune. La causa più comune di ostruzione è rappresentata dai calcoli. Il passaggio di batteri dal tratto biliare al circolo sistemico è ritenuta il fattore eziologico primario della batteriemia e dello sviluppo di sepsi nella colangite. I fattori principali nella patogenesi della colangite acuta sono l’ostruzione del tratto biliare, la pressione intraluminale elevata, e l’infezione della bile. Normalmente la bile è sterile. La via di infezione può essere ascendente, ematogena o linfatica. La batteriobilia (presenza di batteri nel tratto biliare) aumenta in caso di ostruzione biliare, soprattutto parziale, e in presenza di corpi estranei come i calcoli. L’ostruzione produce alterazioni locali delle difese dell’ospite, sia nella chemiotassi che nella fagocitosi, oltre ad alterazioni sistemiche. In questi pazienti, l’assenza di bile e di IgA secretorie nel tratto gastrointestinale, causata dall’ostruzione biliare, produce alterazioni della flora batterica, perdita di integrità della mucosa e ridotta inattivazione delle tossine. Questo favorisce l’ipercrescita batterica con batteriemia portale, endotossinemia e aumentata traslocazione di endotossine (LPS) al fegato, con conseguenti sepsi e inibizione della funzione dei macrofagi epatici (cellule di Kupffer). Un precoce intervento di decompressione biliare è indispensabile per ripristinare la normale funzione delle cellule di Kupffer e per prevenire le alterazioni funzionali del fegato causate dall’ostruzione cronica e dalla colestasi, in modo da ridurre la morbilità e la mortalità postoperatorie.

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