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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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REVIEW  CONTROVERSIE IN GASTROENTEROLOGIA ED EPATOLOGIA


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2010 December;56(4):405-20

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lingua: Inglese

Terapia ablativa endoscopica nell’esofago di Barrett

Akiyama J., Triadafilopoulos G.

Division of Gastroenterology and Hepatology, Stanford University School of Medicine, Stanford, CA, USA


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L’esofago di Barrett (BE) è un importante fattore di rischio per il carcinoma esofageo, e la sua incidenza è in aumento. Tra le varie terapie ablative endoscopiche disponibili, l’ablazione a radiofrequenza (RFA) è attualmente considerata quella più promettente, poiché la RFA consente di ottenere elevati tassi di eradicazione della displasia e della metaplasia intestinale con complicanze minime. Ai pazienti con BE si consiglia di sottoporsi a monitoraggio endoscopico regolare per l’accertamento di una displasia o di un tumore maligno, e il prelievo endoscopico di campioni bioptici dai quattro quadranti a intervalli di 1-2 cm sull’intera lunghezza del BE rappresenta oggi lo standard per l’individuazione di una displasia o di un tumore maligno. Il trattamento del BE dipende dall’istologia dei campioni bioptici prelevati in endoscopia, che può rivelare un BE non-displastico (ND-BE), una displasia di basso grado, una displasia di alto grado o un adenocarcinoma. Tuttavia, la valutazione istologica della displasia è gravata da errori per la variabilità di giudizio da un osservatore all’altro, riscontrata anche tra gastroenterologi esperti, in conseguenza della quale spesso vengono diagnosticati falsi negativi o falsi positivi. La mucosa non displastica nel BE mostra alterazioni molecolari clonali, perdita del controllo del ciclo cellulare, ed altre caratteristiche di “neoplasia”. Queste alterazioni si verificano prima dell’espressione morfologica della neoplasia (displasia). Considerate le difficoltà di valutazione della displasia sulla base di biopsie della mucosa, le caratteristiche molecolari del ND-BE, e la sicurezza e l’efficacia che contraddistinguono la RFA, questa tecnica dovrebbe essere considerata un’opzione di trattamento per l’intera gamma dei pazienti con BE.

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