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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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REVIEW  TRATTAMENTO PERIOPERATORIO NEL TRAPIANTO DI FEGATO


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2010 Settembre;56(3):297-304

lingua: Inglese

La sindrome metabolica e il trapianto di fegato

Hanouneh I. A., Zein N. N.

Department of Gastroenterology and Hepatology, Cleveland Clinic, Cleveland, OH, USA


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La malattia del fegato grasso non alcolico (non-alcoholic fatty liver disease, NAFLD), un’importante conseguenza dell’obesità epidemica globale, è una comune indicazione per il trapianto ortotopico di fegato nel mondo occidentale. Attualmente la NAFLD è la quarta indicazione più comune per il trapianto di fegato negli Stati Uniti, con una predizione di aumento di domanda di trapianti per la cirrosi da NAFLD nei prossimi due decenni che supererà i trapianti di fegato per cirrosi da epatite C. Dato i progressi nella efficacia e nella tollerabilità degli agenti immunosoppressivi, i quali hanno ridotto l’incidenza del rigetto cronico, i tassi di sopravvivenza a lungo termine dopo trapianto di fegato sono migliorati in maniera evidente. Oggi, la perdita a lungo termine dell’organo e la morte dopo trapianto di fegato sono comunemente associati a complicazioni dovute all’età, come le patologie cardiovascolari. Caratteristiche della sindrome metabolica quali l’obesità, l’ipertensione, l’iperglicemia e la dislipidemia sono altamente prevalenti e quasi universali in seguito a trapianto di fegato. Questi disordini metabolici sono principalmente associati a eventi cardiovascolari e sono la causa principale di morbilità e mortalità post-trapianto. Inoltre, l’aumento dell’obesità a livello internazionale ha avuto un impatto negativo sulla candidatura al trapianto di fegato. Tenuto conto che l’obesità risulta associata a una prognosi postoperativa sfavorevole, molti centri di trapianto non effettuano il trapianto di fegato agli individui affetti da obesità grave, al di sopra di un certo valore di indice di massa corporea.

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