Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2010 June;56(2) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2010 June;56(2):159-68

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  ARGOMENTI INNOVATIVI IN GASTROENTEROLOGIA CLINICA ED EPATOLOGIA


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2010 June;56(2):159-68

lingua: Inglese

Perdita di peso: pietra miliare nel trattamento della steatosi epatica non alcolica

H. Tilg, A. Moschen

Christian Doppler Research Laboratory for Gut Inflammation, Innsbruck Medical University, Austria


PDF  


La steatosi epatica non alcolica (non-alcoholic fatty liver disease, NAFLD) rappresenta una delle patologie epatiche più diffuse nel mondo, principalmente a causa dell’enorme aumento del tasso di obesità. Questa patologia si presenta principalmente come una semplice steatosi epatica, mentre il 10-20% dei pazienti manifesta un fenotipo infiammatorio noto come steatoepatite non-alcolica (non-alcoholic steatohepatitis, NASH). La patologia epatica più avanzata colpisce un gruppo più ritretto di pazienti, compresi gli individui affetti da fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare. L’età avanzata, l’importante soprappeso ed una serie di caratteristiche della sindrome metabolica risultano fortemente associate alla NAFLD. Nella maggior parte dei casi, la NAFLD è associata con la resistenza all’insulina e quest’ultima risulta pertanto uno bersaglio fondamentale per tutte le modalità di trattamento della NAFLD. Svariati trattamenti che erano indirizzati in questa direzione, come per esempio l’utilizzo dei tiazolidinedioni, hanno avuto esito sfavorevole e non hanno portato ad un miglioramento a livello dei parametri istologici epatici. È stato, tuttavia, dimostrato che una riuscita perdita di peso, ottenuta attraverso chirurgia bariatrica oppure conseguente alla modifica dello stile di vita/trattamento comportamentale, è in grado di migliorare sia i paramentri metabolici che l’istologia epatica, compresi i parametri infiammatori. Il primo lavoro pubblicato di recente riguardante un trial randomizzato sui pazienti con NASH che analizzava gli effetti della perdita di peso ha dimostrato che un periodo miglioramento dello stile di vita di un anno risultava in una perdita di peso del 7-10%, con miglioramento istologico della patologia epatica. L’ortistat, l’unico trattamento farmacologico contro l’obesità disponibile sul mercato, non si è dimostrato in grado di migliorare la resistenza all’insulina o l’istopatologia nei pazienti affetti da NAFLD. Pertanto, risultano fortemente richiesti nuovi agenti che inducano perdita di peso, al fine di aumentare la percentuale di popolazione obesa che possa beneficiare di una diminuzione di peso.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

Herbert.Tilg@i-med.ac.at