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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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REVIEW  L’EPATOLOGIA NEL 2009


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2009 Marzo;55(1):37-40

lingua: Inglese

Anti-Saccharomyces cerevisiae as unusual antibodies in autoimmune hepatitis

Fagoonee S., De Luca L., De Angelis C., Castelli A., Rizzetto M., Pellicano R.

1 Molecular Biotechnology Center, University of Turin, Turin, Italy
2 Gastroenterology and Digestive Endoscopy Pellegrini Hospital, Naples, Italy
3 Department of Gastro-Hepatology, Molinette Hospital, Turin, Italy


PDF  ESTRATTI


Gli autoanticorpi rappresentano nell’epatite autoimmune (autoimmune hepatitis, AIH) marcatori di malattia. Gli anticorpi anti-nucleo, anti-muscolo liscio, anti-microsoma fegato/rene tipo 1 e anti-citoplasma dei neutrofili, costituiscono la batteria “convenzionale” di anticorpi, mentre crescente interesse per valutare nuovi autoanticorpi come marcatori diagnostici o prognostici è diretto verso anticorpi tra i quali quello anti-Saccharomyces cerevisiae (ASCA). Nella presente revisione della letteratura gli autori focalizzano principalmente sul possibile ruolo degli ASCA nella AIH. Questi anticorpi sono presenti nel 5-6,3% dei donatori di sangue e, in ambito gastrointestinale, sono stati ritrovati più spesso nella malattia di Crohn e meno nella colite ulcerosa e nel morbo celiaco. Sono inoltre, presenti in pazienti con colangite sclerosante primitiva, cirrosi biliare primitiva e AIH. Gli ASCA occorrono nel 20-30% dei pazienti affetti da AIH con un incremento statisticamente significativo osservato solo per le IgG nella AIH di tipo 1. Ciò indica probabilmente una reattività immunitaria collaterale al processo patogenetico primitivo. La prognosi dell’epatite non è influenzata dalla presenza degli ASCA. In conclusione, la presenza degli ASCA non determina un distinto sottogruppo di pazienti con AIH, ed essi non ne sono coinvolti nel meccanismo patogenetico.

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