Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 December;54(4) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 December;54(4):359-64

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 December;54(4):359-64

lingua: Inglese

Pancreatite autoimmune

Dite P., Trna J., Novotny I.

Department of Hepatogastroenterology University Hospital of Brno, Brno, Czech Republic


PDF  


Da quando nel 1961 Sarles et al. hanno scoperto un particolare tipo di pancreatite associata a ipergammaglobulinemia molti altri ricercatori hanno ipotizzato che un meccanismo autoimmune potesse essere coinvolto nell’insorgenza di questo disturbo. Più di recente è stato introdotto il concetto di pancreatite autoimmune (autoimmune pancreatitis, AIP) in cui si riscontrano un certo tipo di reperti clinici e biochimici e gli stessi risultati dall’imaging. Nel 2001 è stato proposto un sistema di classificazione dei fattori di rischio per la pancreatite cronica, denominato TIGARO, che inserisce fra i sei fattori di rischio anche lo sviluppo di una reazione autoimmune. L’AIP è una condizione fibroinfiammatoria cronica che colpisce soprattutto il pancreas. È una forma atipica di pancreatite cronica caratterizzata da gonfiore sonolucente del pancreas, riduzione irregolare e diffusa del dotto pancreatico e alte concentrazioni di IgG4. Sono state inoltre rilevate colangite sclerosante, fibrosi retroperitoneale e gonfiore delle ghiandole salivari in ambiente extrapancreatico. Gli esami istopatologici hanno messo in evidenza lesioni extrapancreatiche come infiammazione linfoplasmacitica e fibrosi, del tutto simili a quelle presenti nel tessuto pancreatico, che suggeriscono una comune patogenesi. Da queste scoperte si può evincere che il disturbo coinvolge tutto l’apparato digerente, anche se non si sa ancora bene in quali termini. Gli steroidi costituiscono a tutt’oggi la terapia più diffusa per la cura dell’AIP.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail