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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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REVIEW  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 Settembre;54(3):287-93

lingua: Inglese, Italiano

Lattobacilli e disturbi funzionali intestinali

Lombardo L.

Department of Gastroenterology Mauriziano Hospital, Turin, Italy


PDF  ESTRATTI


L’ecoflora intestinale identifica un vero e proprio “organo dinamico” che interagisce con il sistema immunitario locale e la barriera epiteliale intestinale. Tale “organo” sintetizza sostanze antimicrobiche (batteriocine), vitamine (B1, B6, B12, PP), partecipa alla produzione della principale fonte energetica intestinale (ac. butirrico) e interagisce in maniera competitiva con i patogeni. Generalmente i Lattobacilli (Gram+, Gram variabili, anaerobi facoltativi) sono presenti in concentrazione ridotta nella sindrome dell’intestino irritabile. Tale sindrome, ritenuta “funzionale”, rappresenta in realtà una sequela tardiva di un’enterite batterica (fino al 31% dei casi) con un’infiammazione intestinale persistente di basso grado e riduzione della concentrazione di IL-10. Alcuni Lattobacilli, come il L. paracasei subsp paracasei, normalizzano, in vitro, l’ipercontrattilità indotta della fibrocellula muscolare liscia. Recenti evidenze cliniche indicano che alcune specie di Lattobacilli “geneticamente stabili” possono essere utili nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile anche per trattamenti a lungo termine e possono ridurre il tasso di infezioni post-chirurgiche in pazienti critici (trapianto di fegato, pancreatite acuta severa). Alcune specie di Lattobacilli non geneticamente stabili utilizzate in pazienti neutropenici chemiotrattati e in pazienti pediatrici sottoposti a gastro-digiunostomia possono essere causa di batteriemie e endocarditi. Tali effetti avversi sono verosimilmente dovuti a traslocazione batterica e trasferimento di materiale genetico. Pertanto la stabilità genetica e la capacità di non sviluppare antibioticoresistenza sono requisiti fondamentali per l’utilizzo appropriato dei Lattobacilli. In conclusione, i Lattobacilli “geneticamente stabili” (come il Lactobacillus paracasei subsp paracasei F19), recentemente resosi disponibile nella pratica clinica, può rappresentare un nuovo e interessante campo di ricerca clinica e di applicazioni terapeutiche, con garanzie di sicurezza anche a lungo termine. Una valutazione attenta e personalizzata, come del resto sempre in medicina, si impone per approfondire e validare con ulteriori studi il ruolo dei Lattobacilli geneticamente stabili nel trattamento delle IBS

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