Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 March;54(1) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 March;54(1):57-63

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 March;54(1):57-63

lingua: Inglese

Trattamento dei pazienti con epatite autoimmune severa

Larsen F. S.

Department of Hepatology Rigshospitalet University Hospital of Copenhagen Copenhagen, Denmark


PDF  


L’epatite autoimmune (EA) è un’epatite infiammatoria progressiva di origine ignota caratterizzata da un processo necro-infiammatorio e fibrotico, che può determinare insufficienza epatica e cirrosi epatica scompensata. Normalmente, l’EA è responsiva alla terapia immunosoppressiva e il trattamento è mirato ad alleviare i sintomi e indurre la remissione biochimica e istologica. Questa breve revisione descrive la terapia medica standard di questa condizione e quindi l’esperienza con i nuovi farmaci immunosoppressivi nei pazienti resistenti o intolleranti alla terapia standard. In questi casi gli inibitori delle calcineurine (CNI es. ciclosporina e tacrolimus) possono evitare ai pazienti il trapianto. Anche il micofenolato mofetile può migliorare i parametri di funzionalità epatica e ridurre la necessità di corticosteroidi. Inoltre, il sirolimus è efficace nella terapia dell’EA de novo, che talora si sviluppa dopo il trapianto epatico. L’iniziale esperienza con l’analogo del sirolimus, everolimus, in pazienti non trapiantati con EA severa, complicata da disfunzione renale, sembra promettente. L’esperienza con questi nuovi agenti terapeutici è limitata per ora solo a piccoli numeri di pazienti. Sono pertanto chiaramente necessari degli studi clinici controllati più ampi, per verificare che l’espansione delle possibilità terapeutiche non si associ a gravi effetti collaterali.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail