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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 September;53(3):215-23

lingua: Inglese

Sanguinamento clinicativamente significativo ritardato post-sfinterotomia: esperienza di 12 anni di un singolo centro

Ferreira L. E. V. V. C., Fatima J., Baron T. H.

Division of Gastroenterology and Hepatology Department of Medicine Mayo Clinic College of Medicine Rochester, MN, USA


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Obiettivo. Il sanguinamento successivo a sfinterotomia biliare endoscopica (SBE) è fonte di una morbilità non trascurabile. L’obiettivo del presente studio è stato quello di identificare i reperti endoscopici e l’outcome dei pazienti con sanguinamento ritardato post-SBE.
Metodi. È stato eseguito uno studio retrospettivo in un centro specializzato di terzo livello. Tutti i pazienti con sanguinamento post-SBE dal 1994 al 2006 sono stati identificati mediante la consultazione di database relativi ad emorragie digestive ed endoscopie. Nei casi esaminati è stata eseguita la valutazione e l’emostasi endoscopica. Sono stati quindi esaminati i reperti endoscopici, i fattori associati alla severità del sanguinamento, l’identificazione delle stigmate di emorragia ed il successo del trattamento endoscopico.
Risultati. Nel periodo considerato, vi sono stati 84 pazienti con emorragia ritardata post-SBE. Il sanguinamento è stato classificato come lieve in 31 casi (36,9%), moderato in 29 (34,5%) e grave in 24 (28,6%). In 13 casi su 84 (15,5%) il sanguinamento si è manifestato già al momento della sfinterotomia iniziale. I reperti endoscopici per la valutazione del sanguinamento hanno incluso segni di sanguinamento attivo in 50 casi (59,5%) e stigmate di recente sanguinamento in 34 (40,5%). Il trattamento endoscopico è stato eseguito in 74 pazienti (88%), impiegando una monoterapia nel 39,2% ed una terapia combinata nel 60,8%. Una recidiva di sanguinamento è stata significativamente più frequente nel gruppo con emorragia grave (P<0,001). In un’analisi multivariata, la presenza di coagulopatia è risultata un fattore predittivo di grave sanguinamento post-SBE.
Conclusioni. La presenza di sanguinamento attivo o di stigmate di emorragia si riscontra nella maggioranza dei pazienti con emorragia ritardata clinicamente significativa post-SBE. La terapia endoscopica è utile nel controllo del sanguinamento in quasi tutti i casi, sebbene una terapia multimodale e la ripetizione di procedure endoscopiche possano essere necessarie. La coagulopatia è un fattore di rischio per sanguinamento grave. Misure preventive in questi pazienti potrebbero ridurre la morbilità.

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