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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 Giugno;53(2):117-23

lingua: Inglese, Italiano

Terapia combinata con simbiotico e anti-infiammatorio locale nel trattamento dell’anite rossa

Cafaro D., Onofrio L., D’Agostino G.

Coloproctology Service Villa dei Gerani Nursing Home ASL 8, Vibo Valentia, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro era confrontare il trattamento dell’anite rossa solo con mesalazina a uso topico verso il trattamento combinato mesalazina e simbiotico (zir fos®, Alfa Wassermann) per studiare se l’effetto di una terapia che associ l’attività anti-infiammatoria con l’uso di un simbiotico che interferisce sul dismicrobismo intestinale, migliori la sintomatologia dei pazienti.
Metodi. Tra maggio 2004 e dicembre 2005, 24 pazienti (14 di sesso maschile, 10 di sesso femminile) con età media di 46,3 anni (minimo 28; massimo 67 anni) affetti da anite rossa idiopatica, in assenza di altre patologie coloproctologiche, sono stati arruolati per uno studio in doppio cieco sull’effetto della mesalazina per uso topico versus mesalazina associata a simbiotico.
Risultati. Nel gruppo dei pazienti trattati solo con mesalazina gli effetti benefici su dolore, iperemia e sanguinamento sono stati temporanei con una ripresa della sintomatologia dopo un anno, calcolata in media per ogni singolo valore della scala analogo visiva (visual analogue scale, VAS) di circa 3,1 per il dolore, 2 per l’iperemia e 2,5 per il sanguinamento. Nel gruppo dei pazienti trattati con la terapia combinata mesalazina e simbiotico si è avuto un miglioramento significativo a distanza di un mese della sintomatologia, calcolato in media per ogni singolo valore VAS di circa 1,5 per il dolore, 0,5 per l’iperemia, 0 per il sanguinamento.
Conclusioni. I nostri dati dimostrano un maggior beneficio a lungo termine della terapia combinata mesalazina e simbiotico (zir fos) nel trattamento dell’anite rossa verso il solo uso di mesalazina a uso topico, soprattutto per ciò che riguarda il dolore e il sanguinamento. Ulteriori lavori con un numero maggiore di pazienti e che prendano in considerazione ulteriori variabili soggettive e oggettive sono necessari per confermare il nostro dato che vuole essere un spunto per nuovi approfondimenti.

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