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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 March;53(1):101-9

lingua: Inglese

Nuove frontiere dell’interventistica in campo epatologico

Clarke J. O., Thuluvath P. J.

Division of Gastroenterology The Johns Hopkins University School of Medicine Baltimore, MD, USA


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L’epatologia è considerata una specialità medica tendenzialmente più speculativa. Tuttavia, non deve sorprendere che un sottogruppo di nuovi epatologi (cosiddetti “epatologi invasivi”) possano in futuro eseguire una varietà di procedure endoscopiche avanzate, laparoscopiche, vascolari o ablative, analogamente a gastroenterologi interventisti, radiologi interventisti o chirurghi mini-invasivi. L’aumentata prevalenza delle patologie epatiche, incluso il carcinoma epatocellulare, e l’efficacia della terapia dell’insufficienza epatica terminale mediante il trapianto epatico ha espanso la subspecialità dell’epatologia, trasformandola in una vera e propria specialità medica maggiore. Pertanto, è del tutto naturale che alcuni specialisti in formazione, avvezzi alle procedure invasive, analogamente ai loro colleghi gastroenterologi, possano specializzarsi negli aspetti invasivi di quest’area medica, tradizionalmente eseguita da endoscopisti interventisti, radiologi e chirurghi. Inoltre, vi saranno in futuro numerosi progressi nella gestione delle complicanze delle epatopatie. Lo screening endoscopico esofageo con capsula e, in misura minore, con endoscopia ultrasottile del tratto digestivo superiore, potrebbe sostituire l’endoscopia tradizionale. In aggiunta ai trattamenti standard per le varici esofagee, gli stent esofagei rimuovibili ed espansibili a pressione potrebbero essere impiegati nelle emorragie refrattarie da varici esofagee. Gli shunt transgiugulari porto-sistemici intraepatici potrebbero essere direttamente eseguiti dagli epatologi. Progressi nella coagulazione con argon-plasma, crioterapia e terapia fotodinamica potrebbero costituire nuove opzioni terapeutiche per la gastropatia ipertensiva portale. La colangiografia a fibra singola consentirà lo screening endoscopico diretto per il colangiocarcinoma e per la colangite primitiva sclerosante nei soggetti ad alto rischio. La minilaparoscopia consentirà una valutazione macroscopica della superficie epatica, permettendo la valutazione diretta di specifiche aree per l’istopatologia e l’ablazione con radiofrequenze di carcinomi epatici. L’ultrasonografia endoscopica o ecoendoscopia (EO) ha inoltre la potenzialità di misurare direttamente la pressione venosa portale, con un possibile ruolo in futuro nel dosaggio e nell’ottimizzazione della terapia farmacologica dell’ipertensione portale. L’EO e l’agobiopsia possono essere impiegate per la stadiazione del carcinoma epatocellulare e del colangiocarcinoma. Infine, la chirurgia transluminale degli orifizi naturali e l’angiografia guidata da EO potrebbero consentire l’esecuzione di terapie mirate, normalmente al di fuori del ristretto ambito dell’epatologia.

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