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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 March;53(1):25-41

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Diagnosi e terapia dell’epatite B cronica: un aggiornamento

Morgan M., Park W., Keeffe E. B.

Division of Gastroenterology and Hepatology Department of Medicine Stanford University School of Medicine Stanford, CA, USA


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La diagnosi di infezione cronica da virus dell’epatite B (hepatitis B virus, HBV) viene posta sulla base di una combinazione di dosaggi sierologici, virologici, biochimici ed istologici. La storia naturale dell’infezione da HBV può essere suddivisa in 4 fasi: tolleranza immunologica, clearance immunologica (epatite B cronica HBeAg-positiva), stato di portatore HBsAg-negativo e riattivazione (epatite B cronica HBeAg-negativa). I pazienti nelle fasi di clearance immunologica e di riattivazione, con livelli aumentati di alanina aminotransferasi (ALT) e di HBV DNA, sono candidati alla terapia antivirale. L’obiettivo terapeutico primario per l’epatite B cronica è la soppressione della replicazione virale, che si è dimostrata in grado di ridurre la necroinfiammazione epatica e di ritardare la progressione della fibrosi epatica. Una soppressione a lungo termine dei livelli sierici di HBV DNA presenta una buona probabilità di ridurre la progressione a cirrosi e allo sviluppo di scompenso epatico, riducendo, inoltre, il rischio di carcinoma epatocellulare. L’attuale terapia antivirale per l’epatite B cronica include interferon alfa, interferon alfa-2a pegylato, lamivudina, adefovir, entecavir e telbivudina. Nei pazienti con epatite B cronica HBeAg-positiva, la terapia antivirale è indicata quando i livelli sierici di HBV DNA sono ≥105 copie/ml (20 000 UI/ml) con un aumento dell’ALT. Nei pazienti HBeAg-negativi, la soglia per l’inizio della terapia è inferiore, ad esempio livelli sierici di HBV DNA ≥104 copie/ml (2 000 UI/ml) con un aumento dell’ALT. La presenza di una necroinfiammazione almeno di grado moderato e di fibrosi alla biopsia epatica, che è opzionale e non obbligatoria prima della terapia, può essere utile come supporto alla decisione di iniziare il trattamento, specie nei pazienti con normali livelli di ALT. Durante la terapia, i pazienti richiedono un monitoraggio ogni 3-6 mesi per accertare la compliance e per testare l’eventuale sviluppo di una resistenza se viene impiegato un agente per via orale. Aspetti ancora controversi o che richiedono un ulteriore studio sono la necessità di una biopsia epatica basale, le soglie di HBV DNA e ALT per l’inizio della terapia, la durata ottimale della terapia antivirale, la scelta del migliore agente antivirale e il ruolo della terapia di associazione.

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