Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 March;53(1) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 March;53(1):1-7

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2007 March;53(1):1-7

lingua: Inglese

Fenotipi linfocitari intraepatici nell’infezione da virus dell’epatite C: confronto tra fegati cirrotici e non cirrotici

Bonacini M. 1,2, Govindarajan S. 3, Kohla M. 2, Lai M.M.C. 4, Lindsay K. L. 1

1 Keck School of Medicine University of Southern California Los Angeles, CA, USA
2 Keck School of Medicine University of Southern California Liver Unit Downey, CA, USA
3 Department of Transplantation California Pacific Medical Center San Francisco, CA, USA
4 Howard Hughes Medical Institute Department of Molecular Microbiology and Immunology University of Southern California Los Angeles, CA, USA


PDF  


Obiettivo. La patogenesi dell’epatite virale coinvolge l’attivazione dell’immunità cellulare, inclusi i linfociti intraepatici. I fenotipi linfocitari svolgono un ruolo fondamentale nella patogenesi dell’infezione cronica da virus dell’epatite C (hepatitis C virus, HCV), nella progressione della fibrosi epatica e nel successivo sviluppo dell’epatocarcinoma. L’obiettivo di questo studio era valutare la frequenza dei fenotipi intraepatici nei pazienti con HCV cronica e la relazione delle cellule parenchimali con la fibrosi epatica.
Metodi. La fibrosi epatica è stata valutata mediante l’indice di attività istologica. Quattordici biopsie epatiche hanno mostrato una fibrosi di grado lieve (gruppo 1) e 11 una fibrosi a ponte (gruppo 2). Sono stati, inoltre, esaminati 14 campioni tratti da espianti di pazienti HCV+ sottoposti a trapianto epatico (gruppo 3). Le cellule CD4+ e CD8+ (linfociti T), CD20+ (linfociti B), CD16+ (macrofagi) e CD57+ (cellule NK) sono state identificate mediante immunoistochimica, con anticorpi monoclonali su sezioni tissutali paraffinate.
Risultati. Solo una minoranza delle cellule lobulari ha presentato marcatori per linfociti B e T. La maggior parte delle cellule lobulari sono risultate positive all’immunostaining per i marcactori macrofagici, più comuni in presenza di fibrosi a ponte che in presenza di fibrosi lieve. La percentuale di cellule lobulari CD4+ e CD8+ è risultata significativamente inferiore nei noduli rigenerativi dei fegati cirrotici. Sono state rilevate una forte correlazione inversa tra le cellule lobulari CD8+ e lo score di fibrosi (R= -0,65) e una forte correlazione diretta tra le cellule mononucleate CD16+ (macrofagi) e lo score di fibrosi (R=0,66). Nelle aree portali e periportali, i linfociti CD4+ e CD8+ si riducono inversamente al grado di fibrosi. I linfociti B sono risultati più numerosi nelle aree portali che in quelle lobulari. Le cellule CD57+ sono state raramente individuate sia nelle aree lobulari che portali, con frequenze simili nei tre gruppi esaminati.
Conclusioni. Nell’epatite C, le cellule mononucleate lobulari sono più comunemente rappresentate da macrofagi e si associano alla presenza di fibrosi a ponte. I fegati cirrotici presentano un numero significativamente minore di linfociti lobulari CD4+ e CD8+. Questi risultati potrebbero indicare una riduzione dell’immunosorveglianza e la promozione della crescita neoplastica nella cirrosi HCV-positiva.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail