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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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  AN UPDATE ON HEPATITIS C VIRUS INFECTION


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2006 June;52(2):157-74

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Pegylated interferon plus ribavirin for chronic hepatitis C: the role of combination therapy today, tomorrow and in the future

Ferenci P

Department of Internal Medicine IV, Medical University of Vienna, Vienna, Austria


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Nel mondo si stima che circa 123 milioni di persone siano stati infettati dal virus dell’epatite C. La maggior parte di essi sviluppa un’epatopatia cronica che, nel tempo, può esitare in cirrosi, in epatopatia in stadio terminale, in carcinoma epatocellulare e, infine, nella morte. L’obiettivo del trattamento è rappresentato dall’eradicazione del virus. Il trattamento di riferimento per l’epatite C cronica, universalmente accettato, è rappresentato dalla combinazione dell’interferone pegilato con la ribavirina, che si è dimostrato efficace nei pazienti mai trattati prima, compresi quelli con livelli persistentemente normali di ALT e quelli con coinfezione da HIV. Sono disponibili 2 interferoni pegilato, entrambi con proprietà farmacocinetiche distinte, che richiedono strategie di dosaggio differenti. Con questa terapia di combinazione, i tassi globali di riposta virologica degli studi di fase III, randomizzati e multinazionali, hanno superato il 50%. I tessi di risposta virale sono eterogenei e vengono influenzati da un’ampia gamma di fattori specifici dell’ospite e del virus. I 2 fattori che maggiormente influenzano il risultato del trattamento sono rappresentati dal genotipo virale e dai valori basali di HCV RNA. Le linee guida del trattamento, al fine di massimizzare i tassi di guarigione, raccomandano di aggiustare la terapia in base ai fattori basali. La combinazione interferone pegilato più ribavirina si è dimostrata efficace e sicura nei pazienti con coinfezione da HIV e attualmente viene raccomandata per questa sottopopolazione di pazienti in continua crescita. Gli sforzi per migliorare i risultati del trattamento sono rivolti all’aggiustamento dinamico della terapia sulla base della risposta che si ottiene in itinere. Il trattamento di pazienti che non hanno risposto a precedenti terapie rappresenta un settore importante, attualmente in fase di studio. Sebbene siano stati identificati diversi e promettenti farmaci somministrabili per os e altri siano in via di sviluppo, sembra probabile che l’interferone pegilato resterà il cardine della terapia anche per gli anni a venire.

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