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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica

Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1121-421X

Online ISSN 1827-1642

 

Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2005 Marzo;51(1):55-62

UPDATE ON HEPATITIS C 

Autoimmune manifestations during interferon therapy in patients with chronic hepatitis C: the hepatologist's view

Pellicano R., Smedile A., Peyre S., Astegiano M., Saracco G., Bonardi R., Rizzetto M.

Di fronte ai numerosi benefici indotti dalla terapia con interferone (IFN) e ribavirina, per la cura dell'epatite cronica da virus dell'epatite C, c'è una crescente attenzione riguardo alla tollerabilità di tale trattamento, che può, in alcuni casi, ridurre la qualità di vita e l'adesione dei pazienti allo stesso. Tra gli effetti collaterali meno frequenti, riportati in letteratura, vi sono quelli autoimmuni, che possono complessivamente essere suddivisi in comparsa o incremento del titolo degli auto-anticorpi e/o manifestazioni franche di patologia immuno-mediata. Mentre le prime interessano oltre il 50% dei soggetti trattati, le seconde sono riportate solo nell'1-2% dei casi. Le anomalie della funzione tiroidea rappresentano il disordine meglio studiato. La presenza di anticorpi anti-tiroide pre-esistenti e l'appartenenza al sesso femminile costituiscono rilevanti fattori di rischio per l'induzione di una tireopatia. Il trattamento di quest'ultima deve essere frequentemente continuativo, poiché il disturbo non regredisce nonostante la sospensione dell'IFN. Alcune osservazioni hanno posto in rilievo il fatto che l'IFN può indurre lo sviluppo di diabete mellito insulino-dipendente. Talvolta, sia durante che dopo il trattamento antivirale è stata documentata la comparsa di anticorpi anti-insula pancreatica, ma la loro correlazione con l'induzione di malattia é incerto. Nei candidati alla terapia con IFN, il rilievo di anticorpi non organo specifici può incrementare la probabilità di sviluppo di epatite autoimmune. Tuttavia, la loro presenza non rappresenta una controindicazione assoluta al trattamento, eccetto che in caso di un titolo elevato. Sono stati descritti altri disordini, come una sindrome simil-lupus eritematoso, un'anemia emolitica e una trombocitopenia immuno-mediata. In conclusione, benché la presenza di auto-anticorpi sia considerata un epifenomeno, senza significato patologico nella maggior parte dei pazienti con epatite cronica da virus dell'epatite C, essa costituisce un problema in caso di previsione di trattamento con IFN. Questo può indurre o esacerbare una moltitudine di disordini immuno-mediati, ma una patologia autoimmune franca rappresenta un evento raro. Perciò, i soggetti sottoposti a terapia antivirale con IFN dovrebbero essere strettamente monitorizzati per la ricerca di segni di disimmunità, riservando la sospensione del trattamento solo a una esigua minoranza a causa delle conseguenze dovute al loro profilo immunitario.

lingua: Inglese


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