Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2004 Dicembre;50(4) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2004 Dicembre;50(4):289-304

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica

Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1121-421X

Online ISSN 1827-1642

 

Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2004 Dicembre;50(4):289-304

 REVIEW

Diagnosis and treatment of chronic hepatitis B

Park W., Keeffe E. B.

La diagnosi di infezione da virus dell'epatite cronica di tipo B si avvale di una combinazione di marker sierologici, virologici, biochimici e istologici. La storia naturale dell'infezione da virus dell'epatite B può essere suddivisa in 3 fasi: tolleranza immunitaria, attività immunitaria contro l'epatite cronica di tipo B e stato di portatore inattivo; i pazienti che si trovano nella fase di attività immunitaria costituiscono i candidati per la terapia antivirale. L'obiettivo principale della terapia per l'epatite cronica di tipo B è rappresentato dalla soppressione della replicazione virale, dal momento che è stato dimostrato che essa riduce il processo necrotico infiammatorio a livello epatico e ritarda la progressione verso la fibrosi epatica. La soppressione a lungo termine del DNA virale dell'epatite B presente nel siero verosimilmente rallenta la progressione verso la cirrosi e lo scompenso epatico; inoltre essa è in grado di diminuire il rischio di carcinoma epatocellulare. Attualmente la terapia antivirale per l'epatite cronica di tipo B comprende l'interferone a, la lamivudina e l'adefovir; inoltre, studi recenti hanno dimostrato che il peginterferon presenta un buon profilo di sicurezza ed efficacia e altri analoghi dei nucleosidi saranno presto disponibili come opzioni terapeutiche aggiuntive. Nei pazienti con epatite cronica di tipo B HbaAg-positivi, la terapia antivirale è indicata quando il livello sierico di DNA del virus dell'epatite di tipo B è maggiore o uguale a 105 copie/ml e il livello dell'enzima alanina aminotransferasi è elevato, in particolare quando è pari a oltre il doppio del limite superiore della norma. Per i pazienti HbeAg-negativi, la soglia per avviare il trattamento è rappresentata da un livello sierico di DNA del virus dell'epatite di tipo B è maggiore o uguale a 104 copie/ml, in associazione a un livello elevato di enzima alanina aminotransferasi. La presenza di necrosi infiammatoria almeno di grado moderato e la presenza di fibrosi alla biopsia epatica, che non è necessariamente presente prima del trattamento, possono costituire elementi utili nel processo decisionale di intraprendere la terapia. Durante il trattamento, è necessario monitorare i pazienti ogni 3-6 mesi al fine di accertare la compliance alla terapia e di valutare l'eventuale sviluppo di resistenza, nel caso venga utilizzato un trattamento per via orale. Alcuni temi sono ancora oggetto di discussione, oppure devono essere approfonditi mediante ulteriori indagini: tra essi figurano la necessità di una biopsia epatica iniziale, la soglia di DNA del virus dell'epatite di tipo B e di enzima alanina aminotransferasi a cui iniziare il trattamento, la durata ottimale della terapia antivirale, la scelta di un farmaco piuttosto che un altro e il ruolo della terapia combinata

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina