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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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REVIEW  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2003 September;49(3):225-30

lingua: Inglese

Peripheral blood count disorders at the beginning of icteric phase of hepatitis A in adults according to clinical form

Cvjetkovic D., Hrnjakovic Cvjetkovic I.


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Obiettivo. L'epatite A rappresenta tuttora una frequente causa di morbilità nei Paesi in via di sviluppo e talora interessa la popolazione adulta. Lo scopo di questo studio è determinare la distribuzione dell'età e del sesso dei pazienti adulti affetti da epatite A, la comparsa stagionale della malattia e le possibili alterazioni della conta cellulare del sangue periferico all'inizio della fase itterica nelle diverse forme cliniche della malattia.
Metodi. È stato condotto uno studio retrospettivo durante il periodo 1987-1990; 106 pazienti adulti affetti da epatite A sono stati assegnati a uno dei seguenti 3 sottogruppi: forma tipica (74 pazienti), forma prolungata (28 pazienti) e forma colestatica dell'epatite A (4 pazienti). Su tutti i soggetti è stato eseguito l'esame emocromocitometrico all'inizio della fase itterica della malattia. L'ipotesi di partenza dello studio si basava sulla presenza di differenze significative tra i valori medi dell'esame emocromocitometrico nei differenti sottogruppi di pazienti. Per l'analisi dei dati è stato utilizzato il test «t» di Student dove risultasse appropriato.
Risultati. Sono stati coinvolti nello studio 57 (53,8%) pazienti di sesso maschile e 49 (46,2%) pazienti di sesso femminile; l'età media era di 24,7 anni. La maggior parte dei soggetti in esame sono stati ricoverati in ospedale alla fine dell'estate e dell'autunno. Tra i gruppi studiati non sono state osservate differenze significative nei valori medi della conta dei globuli rossi, né della conta delle piastrine. È stata rilevata una leggera leucopenia nella maggior parte dei pazienti. Nella conta differenziale, solamente la conta dei monociti ha mostrato una differenza lievemente significativa tra la forma prolungata (4%) e la forma tipica dell'epatite A (3%), (t=2,35, pConclusioni. Non c'è alcuna ragione per utilizzare l'esame emocromocitometrico come indicatore specifico per la diagnosi di epatite A, con l'eccezione della sua importanza come indicatore di laboratorio relativo all'infezione di origine virale.

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