Home > Riviste > Minerva Gastroenterologica e Dietologica > Fascicoli precedenti > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2000 Settembre;46(3) > Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2000 Settembre;46(3):155-64

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2000 Settembre;46(3):155-64

lingua: Inglese, Italiano

La ranitidina nella prevenzione dei danni gastro-duodenali da polichemioterapia antiblastica

D'Agata A., Berretta M., Sensi S., Berretta S.


PDF  


Obiettivo. Gli Autori riportano la loro personale esperienza sull'impiego della ranitidina nella prevenzione dei danni gastro-duodenali indotti da farmaci antiblastici in corso di trattamenti di polichemioterapia antiblastica.
Metodi. Un gruppo eterogeneo di malati di cancro è stato seguito a partire dal gennaio 1984 al dicembre 1999 (293 maschi e 204 donne), d'età compresa tra i 36 e gli 80 anni, ai quali è stata somministrata polichemioterapia antineoplastica. La durata del trattamento preventivo con ranitidina al dosaggio di 300 mg/die per os in bolo unico serale è stata attuata durante l'intero periodo del trattamento antiblastico, variabile da un minimo di sei mesi ad un anno ed oltre. Lo studio è stato condotto presso l'U.O. di Chirurgia Generale Valdichiana Senese dell'AUSL 7 di Siena, Ambulatorio di Oncologia Chirurgica e Terapia Clinica e la Cattedra di Oncologia Chirurgica dell'Università degli Studi di Catania ed ha riguardato un follow-up clinico e strumentale, mediante esofagogastroduodenoscopia al momento dell'arruolamento dei pazienti, a 3, 6, 12 mesi, e comunque alla fine del trattamento, ove protrattosi oltre.
Risultati. La ranitidina ha dimostrato di essere utile ed in grado di ridurre significativamente gli effetti gastrolesivi dei farmaci antiblastici, come ampiamente dimostrato in letteratura, capaci di condurre alla sospensione del trattamento stesso per intolleranza od addirittura all'exitus. Nel nostro studio la ranitidina ha ridotto gli effetti lesivi sul tratto digestivo superiore rispettivamente nel 78% dei casi trattati contro il 22% di non-responders.
Conclusioni. In definitiva, l'azione della ranitidina ha reso più accettabile il trattamento antiblastico stesso, mitigando od addirittura bloccando gli effetti lesivi sullo stomaco ed il duodeno, con conseguente miglioramento della qualità della vita del paziente neoplastico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail