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MINERVA GASTROENTEROLOGICA E DIETOLOGICA

Rivista di Gastroenterologia, Nutrizione e Dietetica


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CASI CLINICI  


Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2000 June;46(2):105-12

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Malattia di Whipple.Presentazione di un caso clinico con riguardo alla letteratura

Caserta I., Esposito P., Russo F., Cerbone D., Del Prete A., Montanaro F., Russo I.


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Gli Autori presentano un caso di malattia di Whipple (MW) giunto alla loro osservazione. Un maschio di 28 anni venne ricoverato in ospedale per la valutazione di astenia, febbre intermittente e calo ponderale, insorti da un mese. All'anamnesi, il paziente lamentava la presenza di vomito e diarrea da circa tre mesi. Non riferiva storia familiare, né personale di disturbi dell'apparato gastrointestinale, né di altre patologie degne di nota. Non faceva uso di farmaci. L'esame obiettivo generale era negativo. Gli esami di laboratorio rivelarono anemia, linfocitopenia, iposideremia con bassa capacità ferro-legante, ipoprotidemia con ipoalbuminemia ed aumento della VES. Negativi erano la ricerca del sangue occulto nelle feci e gli esami colturali. Normale era il quadro tiroideo. Il paziente presentava steatorrea ed un alterato test allo D-xilosio. La TC dell'addome mostrò un notevole aumento del diametro dei linfonodi para­aortici e mesenterici, mentre all'EGDS si evidenziò una linfangectasia della mucosa duodenale. L'esame istologico dei prelievi bioptici effettuati nella zona sospetta mostrava un'atrofia dei villi intestinali con infiltrazione di cellule schiumose (foamy cells) PAS positive, diastasi resistenti e negative alla colorazione di Ziehl­Nielsen. Fu così posta diagnosi di MW ed il paziente venne messo in terapia con cotrimossazolo. In questo report viene sottolineata la difficoltà a diagnosticare correttamente la MW, data la sua rarità ed il polimorfismo clinico. Recenti studi hanno identificato un bacillo, il Tropheryma whippelii, associato alla MW, ciò permetterà, nel prossimo futuro, di fare diagnosi di MW in maniera più accurata e rapida. Infine, si sottolinea l'importanza dell'uso di antibiotici in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, utilizzati per almeno un anno, al fine di prevenire la recidiva neurologica, spesso letale.

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