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ULTIMO FASCICOLOEUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici

Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,063

Periodicità: Bimestrale

ISSN 1973-9087

Online ISSN 1973-9095

 

Europa Medicophysica 2003 Marzo;39(1):45-57

 REVIEWS

The individual rehabilitation project in hip arthroplasty patients

Rucco V., Visentini A., Pellegrini E.

Rehabilitation Unit Ospedale di Spilimbergo (Pordenone), Italy

L’intervento di impianto di una artroprotesi d’anca rappresenta attualmente per la chirurgia ortopedica uno degli interventi di elezione (e non d’urgenza) più frequenti.
Il ricreare dei corretti rapporti anatomici dopo che da molti anni erano stati compromessi dalla malattia artrosica è però, solo il 1° passo verso il completo recupero di una buona funzionalità della nuova articolazione.
Tale recupero è il risultato di un corretto approccio riabilitativo, che dovrà tener presenti varie problematiche emergenti dopo l’intervento e, quindi, anche per le mono-disabilità (qual’è l’esito di un impianto protesico dell’anca) l’impegno del team riabilitativo può essere notevole.
Questo è particolarmente vero in questi ultimi anni, nei quali, grazie ai miglioramenti delle tecniche operatorie, vengono impiantate artroprotesi di anca anche in pazienti affetti da disabilità complesse (emiparesi, sindromi parkinsoniane, etc.) e in pazienti affetti da patologie internistiche (fibrillazione atriale, pregressa embolia polmonare, etc.).
Scopo di questa review è quello di precisare le problematiche che si incontrano nella definizione del progetto riabilitativo individuale nel paziente operato di artroprotesi di anca.
L’individuazione della diagnosi riabilitativa è il 1° passo della definizione del progetto riabilitativo individuale ed è ben diversa dalla diagnosi di malattia formulata dagli specialisti dei reparti per acuti.
La diagnosi riabilitativa deve tener presenti vari fattori: alcuni pre-esistenti all’intervento (e per i quali è importante la valutazione riabilitativa preoperatoria), altri conseguenti direttamente all’atto chirurgico e altri ancora che si presentano come complicanze nei giorni, mesi o anni successivi all’intervento (e che necessitano di un attento monitoraggio da parte del team riabilitativo).
Formulare una prognosi riabilitativa significa conoscere in anticipo la modificabilità teorica di una disabilità (e quindi gli outcomes che teoricamente si potrebbero raggiungere nel paziente operato di impianto protesico di anca ed il tempo medio necessario a raggiungerli) ed individuare nel paziente in esame la modificabilità reale (e quindi gli outcomes che realmente il paziente può raggiungere).
Infatti, la modificabilità, reale può risultare marcatamente ridotta a causa della coesistenza di altre disabilità o di altre patologie coesistenti.
I programmi terapeutico-riabilitativi-occupazionali sono in rapporto alle varie disabilità emergenti riscontrate e, a loro volta, vengono influenzati dalle disabilità pre-esistenti e dalle problematiche internistiche.
Per ogni programma il team riabilitativo deve concordare le modalità di valutazione (da applicare prima e dopo il trattamento), gli obiettivi che si intende raggiungere entro breve termine (circa 15 giorni), gli strumenti (farmacologici, riabilitativi, infiltrativi, ecc.) con i quali si intende raggiungere tali obiettivi.
L’individuazione corretta dei percorsi riabilitativi più opportuni permette un più razionale utilizzo della rete di servizi riabilitativi di una azienda sanitaria, garantendo nel contempo la massima tutela del paziente. L’individuazione di tali percorsi riabilitativi dipende da 3 parametri fondamentali: la necessità di tutela medica (che è in rapporto al grado di stabilità clinico-internistica del paziente e al grado di complessità della disabilità), la necessità di tutela assistenziale (che è in rapporto ai bisogni di assistenza infermieristica del paziente) e la necessità di tutela alberghiera (che è in rapporto ai bisogni sociali del paziente).
Inoltre, poiché il futuro del paziente sottoposto a impianto di artroprotesi totale di anca è costellato da numerose complicanze è necessario che il team riabilitativo (fisiatra, fisioterapista, infermiere) organizzi dei controlli periodici, conosca bene le varie problematiche e sia molto affiatato e ben addestrato, al fine di evitare diagnosi tardive, trattamenti incongrui o assolutamente inutili.
Infine, è bene non dimenticare che, nel valutare i risultati della chirurgia protesica, è utile tener presente altri fattori, non direttamente correlati all’atto chirurgico: la soddisfazione dei pazienti è maggiore se vengono operati dopo un lungo periodo di malattia, rispetto ai pazienti operati dopo un breve periodo di malattia. Inoltre, nei primi c’è una maggiore accettazione di possibili effetti collaterali con conseguenti disabilità più o meno gravi non più emendabili.

lingua: Inglese


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