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EUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici


Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,063


eTOC

 

CASE REPORTS  


Europa Medicophysica 2002 December;38(4):203-213

lingua: Inglese

Language disorders following lesions to the thalamus and basal ganglia

Fabbro F. 1, 2, Vorano L. 3, Fabbro S. 2, Tavano A. 1, 2

1 Neurolinguistics Unit IRCCS E. Medea, Polo ­del Friuli Venezia Giulia San Vito al Tagliamento, Italy
2 Division of Physiology Faculty of Education Sciences University of Udine, Udine (Italy)
3 Rehabilitation Medicine Department Physical Medicine ­and Rehabilitation Institute, Udine (Italy)


FULL TEXT  


Studi di neuroanatomia e di neurofisiologia clinica hanno indicato che numerose strutture sottocorticali sono coinvolte nella regolazione del linguaggio. Sono stati identificati quattro circuiti principali, che con un’alta probabilità sono coinvolti nella regolazione del linguaggio:
1) Un circuito cortico-corticale, che connette le aree di Broca e Wernicke mediante il fascicolo arcuato.
2) Un circuito cortico-talamo-corticale che collega le aree posteriori e anteriori del linguaggio mediante alcuni nuclei talamici (pulvinar, nucleo ventrale anteriore).
3) Un circuito cortico-striato-talamo-corticale, che permette a numerose aree del linguaggio dell’emisfero sinistro di esercitare una influenza, mediante i gangli della base e il talamo, sulla programmazione del linguaggio operata dal lobo frontale dell’emisfero dominante.
4) Un circuito cortico-cerebello-talamo-corticale, coinvolto nel controllo di alcuni aspetti lessicali e grammaticali del linguaggio.
Una lesione localizzata nel talamo o nei gangli della base dell’emisfero dominante può quindi causare un’interruzione in uno o alcuni di questi circuiti, provocando una serie di disturbi del linguaggio di tipo afasico.
Le afasie talamiche, generalmente da lesione dei nuclei ventrale anteriore, ventrale laterale e pulvinar, possono provocare disturbi del linguaggio caratterizzati da alterazione della fluenza verbale, diminuzione del volume della voce, presenza di anomie e parafasie, lievi deficit della comprensione con risparmio della ripetizione, e disturbi nella lettura e nella scrittura. Il paziente DB (caso 1), ingegnere destrimane di 41 anni di madrelingua italiana (L1) e seconda lingua inglese (L2), ha manifestato disturbi afasici in seguito a un’ischemia bilaterale del talamo, con un maggiore interessamento dei nuclei di sinistra. La valutazione neurolinguistica di entrambe le lingue per mezzo del Bilingual Aphasia Test (BAT) ha mostrato una selettiva compromissione di L2, in particolare a livello morfologico e nei compiti di scrittura. Il paziente RP (caso 2), destrimane di 28 anni nato in Canada da genitori italiani, con L1 inglese e L2 italiano, ha presentato una lesione ischemica del talamo di sinistra con successiva alterazione nella comprensibilità dell’eloquio, parafasie e neologismi. La valutazione neurolinguistica tramite il BAT ha mostrato una compromissione di pari grado nelle 2 lingue (recupero parallelo), con una maggior compromissione in entrambe le lingue della morfologia e della comprensione.
Importanti studi di neurologia clinica su pazienti con lesioni localizzate in alcune strutture dei gangli della base hanno mostrato che le lesioni isolate al nucleo caudato causano nel 75% dei casi alterazioni comportamentali fra cui disturbi della memoria e del linguaggio; lesioni isolate al putamen provocano disturbi del linguaggio nel 5% dei casi; infine, lesioni isolate al globus pallidus provocano disturbi del linguaggio associati a disturbi comportamentali nel 30% dei casi. Alcuni studiosi considerano i gangli della base solo marginalmente coinvolti nella patogenesi delle sindromi afasiche sottocorticali non-talamiche. In particolare, i deficit linguistici associati a lesioni ai gangli della base, quali parafasie semantiche e disturbi nella fluenza verbale, vengono attribuiti a ipoperfusione corticale sostenuta, diaschisi, lesione delle fibre di comunicazione che collegano alcune aree critiche nella regolazione del linguaggio. Altri studiosi ritengono invece che lesioni localizzate in particolari strutture dei gangli della base possano determinare disturbi afasici con caratteristiche sintomatologiche specifiche. Per verificare l’ipotesi di un possibile coinvolgimento dei gangli della base nella regolazione del linguaggio sono stati studiati 3 pazienti. La paziente CB (caso 3), casalinga destrimane poliglotta di 71 anni, con friulano (L1), italiano (L2) e inglese (L3), ha sofferto un infarto ischemico alla testa del nucleo caudato, compresa una parte del putamen e la porzione anteriore della capsula interna dell’emisfero sinistro. In seguito, la paziente ha presentato numerose parafasie, ecolalie e ripetizioni, con traduzione spontanea delle ecolalie da una lingua all’altra. La somministrazione del BAT ha mostrato una grave compromissione della comprensione e rilevanti deficit a livello morfologico e sintattico in tutte e 3 le lingue. La ripetizione era conservata. La paziente ha mostrato un recupero parallelo di L1 e L2, mentre le performances linguistiche in L3 sono rimaste gravemente deficitarie. La seconda paziente (EM), una casalinga di 68 anni con veronese (L1) e italiano (L2), ha sofferto una lesione ischemica localizzata prevalentemente nel putamen e nel corpo caudato dell’emisfero sinistro. All’Aachner Aphasie Test la paziente ha mostrato un’afasia di Broca, con una maggiore conservazione della comprensione rispetto alla ripetizione. Nell’eloquio spontaneo erano presenti numerose parafasie semantiche ed errori morfosintattici. La paziente ha presentato un recupero paradossale del linguaggio poiché ha ripreso a parlare esclusivamente in L2, mai utilizzata prima di allora nella comunicazione orale. La terza paziente (LG), una casalinga destrimane di 56 anni con L1 (italiano) e L2 (friulano), ha sofferto una lesione ischemica localizzata alla testa del nucleo caudato. La somministrazione del BAT ha permesso di documentare lievi deficit linguistici, che, associati alle parafasie semantiche e fonemiche nell’eloquio spontaneo, suggeriscono che la testa del nucleo caudato è implicata nella regolazione del linguaggio. I deficit del linguaggio osservati in questi pazienti sembrano dunque confermare l’ipotesi che alcune strutture subcorticali specifiche del talamo e dei gangli della base sono coinvolte nella comprensione e nella produzione del linguaggio. Queste strutture sottocorticali sono implicate nella regolazione degli elementi fonologici, sintattici e lessicali elaborati nelle aree neocorticali ed utilizzati durante la comunicazione verbale. A tale proposito, viene proposto un modello neurofunzionale esplicativo di alcuni dei meccanismi corticali e sottocorticali coinvolti nella regolazione del linguaggio. La discussione dei casi presentati in questa rassegna e nella letteratura suggerisce una prognosi riabilitativa più favorevole nei casi in cui vi siano lesioni esclusivamente isolate ai gangli della base o alle aree corticali del linguaggio rispetto a casi in cui le lesioni interessino contemporaneamente strutture corticali e sottocorticali del linguaggio.

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