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ULTIMO FASCICOLOEUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici

Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,063

Periodicità: Bimestrale

ISSN 1973-9087

Online ISSN 1973-9095

 

Europa Medicophysica 2002 Dicembre;38(4):187-193

 ORIGINAL ARTICLES

Controlled study on the efficacy of two different treatments in obese patients affected by chronic low back pain, assessed by an isokinetic device. Analysis of muscle strength and spine mobility

Bertocco P., Montesano A., Baccalaro G., Parisio C., Vismara L.

Italian Auxetic Division IRCSS Piancavallo Hospital, Piancavallo (VB), Italy

Obiettivo. L’obesità è ormai considerabile alla stregua di una malattia a elevato impatto sociale. Essa è in grado di provocare parecchie problematiche accessorie a carico dell’apparato cardiovascolare, respiratorio e del sistema endocrino-metabolico, unitamente al coinvolgimento dell’apparato muscolo-scheletrico. L’incidenza e la prevalenza del “low back pain” presentano caratteri di discreta rilevanza nei soggetti affetti da obesità. Pur non potendosi considerare come causa primaria di lombalgia, l’obesità è comunque in grado di modificare in modo importante l’assetto posturale del soggetto, con inevitabili ripercussioni anatomo-funzionali e cliniche. La deposizione di grasso in sede addominale favorisce il rilassamento della mu-scolatura flessoria del tronco, con iperreattività estensoria e acquisizione di iperlordosi parafisiologiche. A livello toracico, un’ipercifosi compensatoria condiziona anche un’anomalia scapolo-omerale, con antepulsione stessa del cingolo, mentre a livello pelvico il ritmo distrettuale risulta compromesso e più limitato. I dischi intervertebrali sono sottoposti a maggior pressione, mentre le componenti statico-dinamiche e cinematiche dell’intero sistema rachideo tendono a riflettere, dal punto di vista funzionale e posturale, questo differente pattern ergonomico. Infatti, in questa popolazione di pazienti, le caratteristiche ponderali e il relativo deficit muscolare sono in grado di modificare le strategie motorie del rachide e la distribuzione dei vettori di forza a livello degli arti inferiori, indipendentemente dalla presenza o meno di artrosi distrettuale. Ne può derivare che il dolore e l’impaccio funzionale conducono tale paziente a un basso livello di attività motoria. Il presupposto per un programma riabilitativo finalizzato dovrebbe vertere su 2 punti: un programma specifico teso a ridurre il dolore e un programma di recupero motorio che rispetti parametri di intensità, frequenza e ritmo nelle sedute applicative. Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare il potenziale grado di efficacia di 2 protocolli fisioterapico-riabilitativi su una popolazione selezionata di pazienti affetti da grave obesità (III grado) e “low back pain”, testati prima e dopo il trattamento con dinamometro isocinetico tronculare al fine di valutare quantitativamente le eventuali differenze tra i 2 programmi.
Metodi. Sono state reclutate 21 pazienti affette da obesità e “low back pain” in assenza di complicanze distrettuali e periferiche correlate, con caratteristiche di peso ed età sovrapponibili. Tutte le pazienti sono state sottoposte a dietoterapia controllata, hanno preso parte a un programma di tipo motorio che ha previsto un’attività al 70-80% della frequenza cardiaca massimale, svolta 5 giorni a settimana per 3 settimane, in assenza di trattamenti farmacologici tesi a controllare il dolore. Una visita specialistica è stata condotta all’inizio e al termine del periodo di cura. Tutte le pazienti sono state valutate prima e dopo il trattamento prescelto con una scala di valutazione per il dolore (VAS) e con un dinamometro isocinetico tronculare, con lo scopo di valutare i picchi di forza e il lavoro svolto dal rachide a velocità angolari selezionate (30°, 60° e 90°/s) in flesso-estensione. Il coefficiente di variazione del dinamometro è stato ricavato dall’analisi a breve termine (3 ripetizioni) di 5 soggetti normali, per l’ambito flessorio (CV: 3 %) ed estensorio (CV: 8 %). I soggetti sono stati randomizzati in 2 gruppi, 1 trattato solo localmente con terapia fisica (ultrasuoni e laserte-rapia), l’altro imperniato su parametri di controllo attivo po-sturale e rieducativo motorio, per una durata complessiva per ambedue i gruppi di 3 settimane di terapia. I risultati sono stati valutati in termini di media, deviazione standard, ∆% tra basale e finale ((F-B)/F %) e analizzati con test “t”.
Risultati. Lo studio proposto tende a mettere in evidenza un miglioramento più marcato della funzionalità flessoria nel gruppo trattato attivamente, mentre a livello estensorio ambedue i gruppi presentano un incremento in termini di ∆%, senza particolari evidenze di significatività statistiche. Il dolore si riduce drasticamente in ambedue i gruppi, come espresso dalla VAS. In termini di CV, se a livello flessorio è accettabile uno scarto ai limiti del 3%, più difficile è ammettere l’accettabilità di una variazione dell’8%, come rilevato a livello estensorio. Tale di-screpanza riflette, da un lato, l’impegno differente in termini di reclutamento muscolare e di cinematica distrettuale da parte del soggetto, a maggior ragione se obeso, vista la dinamica antigravitaria in estensione e la maggior inerzia da contrastare e superare dall’altro le difficoltà tecniche intrinseche alla macchina. La stabilizzazione degli arti inferiori e della pelvi risulta ancora non ottimale, per cui l’accuratezza e la riproducibilità del sistema ne può risentire. Accanto a questo vanno sottolineate le strategie motorie differenti dal normopeso che il paziente obeso mette in atto a livello dello scheletro appendicolare inferiore e del rachide.
Conclusioni. Lo studio ha posto in evidenza come un programma terapeutico incentrato sul controllo del dolore di-
strettuale attraverso la terapia fisica abbia un risultato, in termini di risposta antidolorifica, sovrapponibile a quello ottenibile da un programma riabilitativo rivolto al controllo posturale del tronco. Dal punto di vista quantitativo, relativamente ai parametri di forza e lavoro svolti dal distretto rachideo, è evincibile una resa funzionale migliore per quanto concerne il gruppo trattato attivamente, pur non realizzandosi significatività statisticamente apprezzabili, in conseguenza anche delle ridotte accuratezza e riproducibilità del dinamometro isocinetico tronculare. Ulteriori studi con casistiche più ampie e risoluzioni tecniche di maggior precisione sugli strumenti in dotazione e uso sono auspicabili al fine di identificare quanto un trattamento può essere migliore in termini di efficacia e resa funzionale su una popolazione affetta da grave obesità e ano-malie ergonomiche e cliniche a carico del distretto rachideo lombo-sacrale.

lingua: Inglese


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