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EUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici


Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,827


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  RETURN TO DRIVING AFTER TRAUMATIC BRAIN INJURY - Part II Guest Editors: Bruno Gradenigo, Anna MazzucchiFREEfree


Europa Medicophysica 2002 March;38(1):39-44

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Rehabilitation of TBI using RehaCom

Schuster B.

From the Schuhfried Ltd, Moedling, Austria


FULL TEXT  


I disturbi cognitivi sono la conseguenza più frequente del danno cerebrale. Per questo motivo c’è una grande necessità di strumenti terapeutici per i pazienti con danno cerebrale e in particolare con esiti di trauma cranico.
L’uso del computer è stato sviluppato in questo campo in particolare per intervenire sull’attenzione, sulla memoria, sulla capacità di risolvere problemi. Il sistema RehaCom è stato creato già nel 1986 e viene continuamente aggiornato e sviluppato con lo scopo di migliorare i livello delle prestazioni del paziente.
L’utilizzo di programmi computerizzati appositamente sviluppati permette di avere i seguenti vantaggi:
— Personalizzazione, per la possibilità di adattare il programma di lavoro.
— Adattamento, tramite la presenza di più dimensioni di training e di più livelli all’interno delle singole dimensioni.
— Continuità, dato che ogni sessione viene memorizzata e la successiva può iniziare dove la precedente era terminata.
— Controllo sul singolo caso, perché la memorizzazione delle sedute permette in ogni momento di controlla i risultati ottenuti e di adattare conseguentemente la strategia terapeutica.
— Flessibilità: varie dimensioni cognitive vengono trattate contemporaneamente nello stesso esercizio.
— Training specifico per tipo di disturbo: è possibile selezionare una sola dimensione cognitiva da trattare.
— Feedback e conferma: il paziente riceve informazioni sulla qualità della sua prestazione nel corso della singola seduta.
— Condizioni standardizzate di lavoro.
— Efficienza ed economia, dato che una parte del training può essere svolto dal paziente indipendentemente dalla presenza dell’operatore.
— Strumentazione adatta: lo specifico pannello di controllo permette di non dovere utilizzare la tastiera e rende possibile il trattamento di pazienti con scarsa abilità motoria.
Le possibili dimensioni cognitive allenabili sono:
— Attenzione, capacità di concentrazione, compresa l’attenzione divisa e la flessibilità, e vigilanza, sia di fronte a eventi frequenti, sia di fronte a eventi infrequenti.
— Memoria (verbale e non verbale, a breve e a medio termine) e capacità di apprendimento (di parole, di immagini, di volti).
— Pensiero logico, tramite il ragionamento deduttivo su materiale figurato.
— Immagine spaziale (posizioni, angoli, dimensioni, posizioni relative, operazioni mentali su materiali spaziali).
— Capacità di reazione, semplice, a scelta multipla, velocità di reazione, discriminazione di stimoli acustici.
— Coordinazione visuo-motoria.
— Abilità visuo-costruttive.
— Capacità di risolvere problemi e sviluppo di strategie (capacità di azione metodica e di creazione di ipotesi in situazioni realistiche, funzioni esecutive).
— Campo visivo (training delle saccadi per deficit causati da neglect o da emianopsia).
Gli studi sull’efficacia del RehaCom dimostrano sia un effetto di trasferimento di primo ordine (effetto di allenamento: il paragone pre-/post-allenamento dimostra un miglioramento della stessa funzione esercitata), sia un effetto di trasferimento di secondo ordine (effetto di generalizzazione: il paragone pre-/post-allenamento dimostra un miglioramento anche in test che misurano funzioni diverse da quelle esercitate), sia un effetto di trasferimento di terzo ordine (effetto sull’attività della vita quotidiana).

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