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EUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici


Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Europa Medicophysica 2001 September;37(3):135-42

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Postural variability of clinical parameters evaluated in orthostatic position in idiopathic scoliosis

Negrini S., Negrini A. *, Atanasio S. **, Carabalona R., Grosso C., Santambrogio G. C. ***, Sibilla P. **

From the Rehabilitation Unit, *Bioengineering Centre, and Centro Scoliosi Vigevano **Orthopaedic Unit *** Bioengeneering Centre Don Gnocchi Fnd. ONLUS, Care & Research Institute, Milano, Italy


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Negli ultimi 10-15 anni sono stati sviluppati molti strumenti per la misurazione obiettiva durante l’esame clinico in posizione ortostatica: la rilevazione strumentale dei parametri usualmente considerati permette infatti una analisi quantitativa della valutazione clinica. Va inoltre osservato che la misurazione in vivo chiama in causa due tipologie di errore: quelli dovuti allo strumento di misura e quelli dovuti al fatto che la misura è appunto in vivo, cioè su pazienti. Lo scopo di questo lavoro è quello di quantificare ed analizzare le fonti di variabilità dei parametri usualmente raccolti durante la valutazione clinica in posizione ortostatica di pazienti scoliotici. Le misure sono state effettuate su un campione di pazienti ricoverati presso il nostro Istituto mediante un sistema optoelettronico (AUSCAN, acronimo di AUtomatic SColiosis ANalyser). Tramite tale sistema è possibile ottenere la valutazione quantitativa dei parametri clinici di uso comune dalla rilevazione di marcatori posti in corrispondenza degli opportuni punti di repere. Gli errori dovuti allo strumento sono stati analizzati sulla base dei dati raccolti su quattro manichini, per ciascuno dei quali sono state effettuate 50 misure. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: A e B. Per il gruppo A è stata fatta una seconda serie di acquisizioni dopo 24 sec dalla prima senza dare la possibilità di cambiare posizione, per il gruppo B sono state fatte invece due serie di acquisizioni dopo la prima, rispettivamente dopo 6 e 167 sec. A questi soggetti è stato richiesto di eseguire alcuni movimenti tra la seconda e la terza serie di acquisizioni. I parametri considerati per l’analisi sono stati la differenza di altezza per spalle, spine iliache superiori anteriori e posteriori, anteposizione delle spalle, strapiombo laterale e strapiombo sagittale di C7, D6, D12 e L2 rispetto ad S1. Tutti i dati sono in mm. I risultati ottenuti dalle prove sui manichini mostrano come l’errore dovuto allo strumento di misura sia inferiore ad 1 mm; per quel che riguarda gli errori legati ai soggetti, i dati hanno consentito di individuare due fonti: aggiustamenti posturali e posizionamento posturale. Queste due fonti di errore costituiscono due aspetti di quel fenomeno comunemente indicato col nome di postura. Gli aggiustamenti posturali sono dovuti al naturale movimento del tronco, necessario al mantenimento dell’equilibrio; il posizionamento posturale dipende invece dalla diversa posizione dei vari segmenti corporei, conseguente alla esecuzione di un movimento. Tali errori sono stati quantificati ed hanno valori differenti a seconda del parametro considerato: nel caso degli aggiustamenti posturali il range dell’errore è pari a 2,59-20,14 mm, nel caso del posizionamento posturale è pari a 4,38-22,95 mm. In conclusione, i risultati di questo studio supportano l’ipotesi che la postura sia la fonte di variabilità prevalente nella misurazione ripetuta sui pazienti. Queste variazioni sono connesse alla valutazione clinica, ma probabilmente sono presenti in ogni altra valutazione effettuata in postura ortostatica.

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