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EUROPEAN JOURNAL OF PHYSICAL AND REHABILITATION MEDICINE

Rivista di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo Eventi Patologici


Official Journal of the Italian Society of Physical and Rehabilitation Medicine (SIMFER), European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM), European Union of Medical Specialists - Physical and Rehabilitation Medicine Section (UEMS-PRM), Mediterranean Forum of Physical and Rehabilitation Medicine (MFPRM), Hellenic Society of Physical and Rehabilitation Medicine (EEFIAP)
In association with International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)
Indexed/Abstracted in: CINAHL, Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Europa Medicophysica 2001 March;37(1):3-10

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Reliability of two goniometers in assessing rheumatoid finger mobility. Relationship between mobility and disability

Lefèvre-Colau M. M., Poiraudeau S., Fermanian J. *, Mayoux-Benhamou M. A., Bargy F. **, Revel M.

From the Department of Physical and Rehabilitation Medecine Hôpital Cochin, Assistance Publique-Hopitaux de Paris Université René Descartes, Paris, France *Department of Biostatistics, Hôpital Necker Assistance Publique-Hopitaux de Paris Université René Descartes, Paris, France **Laboratory of Anatomy, Faculté Cochin-Port-Royal Université René Descartes, Paris, France


FULL TEXT  


Obiettivo. Comunemente si misura la mobilità articolare per valutare i risultati di un trattamento medico, riabilitativo o chirurgico della mano. La mobilità articolare delle dita può essere valutata con vari goniometri. Il goniomentro standard (GS) delle dita è il più utilizzato in virtù della sua semplicità, della sua non invasività e del suo costo. Tuttavia, nonostante esso sia considerato come il gold standard per la misura della mobilità della mano, le sue proprietà metrologiche non sono state mai studiate in pazienti.
L’elettrogoniometro (EG) è stato commercializzato più di recente ed offre la possibilità di effettuare una misura passiva, attiva e dinamica: trattasi di un indicatore di tensione indipendente dal centro articolare di rotazione.
In corso di artrite reumatoide (AR), la riduzione della mobilità delle interfalangee prossimali (EFP) e delle metacarpofalangee (MCF) contribuisce alla incapacità funzionale della mano reumatoide.
Lo scopo di questo studio è duplice:
1) confrontare la riproducibilità delle misure di mobilità articolare delle MCF e delle IFP, valutate con un EG e un GS nella mano reumatoide;
2) studiare le correlazioni fra la mobilità delle dità e l’incapacità funzionale della mano.
Metodi. Riproducibilità: sono stati valutati 30 Pazienti (4 maschi), affetti da AR e con età media 57 anni, ±14,6 (32-86).
La mobilità passiva e attiva è stata valutata con VEG, nel mentre il GS ha valutato la sola mobilita passiva. Per la misura di riproducibilità intra-esaminatore, le misure sono state effettuate dallo stesso esaminatore in due occasioni, ad almeno un’ora di intervallo. Per la riproducibilità interesaminatore, le misure sono state effettuate da due esaminatori indipendenti, in due occasioni diverse.
Correlazione fra le variabili di deficit e di incapacità: le variabili studiate sono state:
— il dolore (scala analogica visiva);
— l’attività di malattia (score di sinovite, indice di Ritchie)
— le deformità articolari (score di Larsen);
— l’incapacità funzionale (con l’indice di Cochin). Analisi statistica: per ogni soggetto, le correlazioni intra- e inter-esaminatore sono state valutate con il coefficiente di correlazione intraclasse (CCI) e il metodo di Bland e Altman. Una analisi della varianza è stata utilizzata per confrontare i CCI. Il coefficeinte non parametrico di Spearmann è stato utilizzato per valutare le correlazioni fra le 2 variabili quantitative.
Risultati. Riproducibilità: per la riproducibilità intra-esaminatore delle misure di mobilità attiva delle MCF e delle TP valutate con l’EG, i valori di CCI erano di 0,95 e di 0,90 rispettivamente. Per le misure di mobilità passiva, i valori erano di 0,93 per le MCF e di 0,97 per le IPP. Per la riproducibilità intra-esaminatore delle misure di mobilità attiva delle MCF e delle IFP valutate con FEG, i valori di CCI erano di 0,83 e di 0,82 rispettivamente. Per le misure di mobilità passiva, i valori di CCI erano di 0,65 per le MCP e di 0,84 per le IFP. Con il GS e per la riproducibilità intraesaminatore, i valori di CCI erano di 0,91 e di 0,96 per la mobilità passiva delle MCF e delle IFP rispettivamente. Per la riproducibilità inter-esaminatore, i valori di CCI erano di 0,61 per le MCF e di 0,79 per le IFP.
Questi risultati sono stati confermati dall’analisi secondo Bland e Altman, in quanto non si è osservato alcun effetto sistematico. Per le misure di mobilità passiva, non si è osservata alcuna differenza significativa fra la riproducibilità inter-esaminatore valutata con i due goniometri (0,61 e 0,65 per le MCF, 0,79 e 0,84 per le IFP).
Correlazione fra la mobilità articolare, l’attività di malattia, le misure radiologiche e l’incapacità funzionale: non c’è stata alcuna correlazione fra la mobilità attiva globale dell’indice e la misura dell’incapacità funzionale della mano (r=-0,28; p<0,20); si è notata una correlazione abbastanza buona fra la mobilità globale passiva e la misura dell’incapacità funzionale (r=0,42; p<0,04). Soltanto il dolore ha avuto una correlazione moderata con la misura dell’incapacità funzionale (r=0,54; p<0,05).
Conclusioni. Questo studio dimostra che, nei soggetti affetti da AR, la riproducibilità inter-esaminatore delle misure articolari delle dita valutate con un EG è buona per le IFP e mediocre per le MCF. Per la mobilità passiva, questa riproducibilità inter-esaminatore è la stessa di quella osservata con l’utilizzo del GS. In accordo con altri studi, la mobilità intra-esaminatore è buona sia per il GS che per FEG. Il principale interesse del nostro studio è consistito nel fatto che la riproducibilità dei due goniometri delle dita è stata studiata in soggetti affetti da AR e non in soggetti sani, come nella maggior parte degli studi precedenti. L’interesse dell’EG sta nella possibilità di valutare la mobilità attiva e passiva, oltre che nella possibilità di realizzare delle misure dinamiche. Ciò sottolinea la necessità di valutare la mano reumatoide in termini di incapacità funzionale, al fine di apprezzare il miglioramento del paziente. Il nostro studio suggerisce quindi che VEG e il GS hanno delle qualità metrologiche sufficienti per poter essere utilizzati nella valutazione del deficit della mano.

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