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Rivista di Dermatologia


Journal of Istituto Dermatologico San Gallicano
Official Journal of the Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - A.D.O.I.
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

Esperienze Dermatologiche 2016 Giugno;18(2):80-4

 ARTICOLI ORIGINALI

Efficacia e tollerabilità di una crema contenente acido ialuronico, sale sodico 2 mg/g e sulfadiazina argentica 10 mg/g nel trattamento della radiodermite acuta

Gabriella FABBROCINI 1, Giuseppe RUSSO 1, Martina FONTANELLA 1, Maria C. ROMANO 2, Norma CAMELI 3, Maria MARIANO 3, Mario DELFINO 1, Gaia DE FATA SALVATORES 1, Luigia PANARIELLO 1

1 Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia; 2 Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, Roma, Italia; 3 Istituto Dermatologico San Gallicano, Istituti Fisioterapici Ospedalieri (IFO), Roma, Italia

OBIETTIVO: La tossicità cutanea è uno dei principali effetti collaterali causati dalla radioterapia, sia a breve ma soprattutto a lungo termine, con comparsa di xerosi, ittiosi, rugosità e lesioni precancerose e cancerose. Lo scopo del presente protocollo osservazionale è quello di valutare l’efficacia e la tollerabilità di una crema contenente acido ialuronico sale sodico 2 mg/g e sulfadiazina argentica 10 mg/g (Connettivina plus) nel trattamento della radiodermite acuta.
METODI: Tre centri dermatologici coinvolti per un totale di 40 pazienti; i pazienti sono stati divisi in due gruppi: il gruppo A, composto da 20 pazienti, ha applicato la crema in studio due volte al giorno, a partire dalla prima visita dermatologica fino a 7 giorni dopo l’ultima seduta di radioterapia; il gruppo B, composto dagli altri 20 pazienti selezionati, ha applicato una crema comunemente consigliata dai centri dermatologici ai pazienti in trattamento, contenente olio di argan.
RISULTATI: È stato eseguito un t-test per dati appaiati. Dai risultati ottenuti si evince come la crema in studio a base di acido ialuronico e sulfadiazina argentica abbia determinato: una riduzione del grado di eritema, valutato mediante immagini digitali; una diminuzione della TEWL, valutata mediante Tewameter; un miglioramento dell’idratazione cutanea valutato sia mediante corneometria sia mediante D-squame®; un’ottima tollerabilità valutata mediante apposito questionario.
CONCLUSIONI: Nei pazienti sottoposti a terapia radiante l’applicazione del prodotto in studio rappresenta un valido presidio terapeutico in grado di migliorare e prevenire gli effetti collaterali della radioterapia.

lingua: Italiano


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