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ULTIMO FASCICOLOESPERIENZE DERMATOLOGICHE

Rivista di Dermatologia


Journal of Istituto Dermatologico San Gallicano
Official Journal of the Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - A.D.O.I.
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

CASI CLINICI  


Esperienze Dermatologiche 2016 Marzo;18(1):13-5

lingua: Italiano

Il colore dell’amiodarone

Massimo NACCA, Gelsomina RONZA, Cristina AMBROSONE, Luigi BOCCIA

A.O.R.N Sant’Anna e San Sebastiano, Caserta, Italia


PDF  ESTRATTI


L’amiodarone è un farmaco ad azione antiaritmica (III classe) e antianginosa altamente lipofilo, con metabolismo epatico ed escrezione biliare, lacrimale e cutanea. A causa della sua elevata liposolubilità, esso penetra in profondità nella matrice lipidica delle membrane cellulari da cui viene rilasciato molto lentamente alla sua sospensione. Durante il trattamento cronico, l’amiodarone e il suo metabolita desetilamiodarone (DEA) si accumulano a livello di molti organi e tessuti, tra cui occhi, tessuto adiposo, fegato, polmoni, rene, cuore, muscolo scheletrico e cervello. La somministrazione orale di amiodarone determina effetti avversi in circa 75% dei pazienti trattati, con conseguente interruzione del trattamento nel 3-18% dei casi. L’incidenza degli effetti avversi, compresa l’esacerbazione dell’aritmia, tende a essere massima nei primi 6 mesi di trattamento, per poi attestarsi su valori costanti dopo il primo anno. I principali effetti avversi dell’amiodarone comprendono microdepositi corneali, neuropatia/neurite ottica, alterazioni della pigmentazione cutanea, fotosensibilità, ipo/ipertiroidismo, tossicità polmonare, epatotossicità. In particolare, a livello cutaneo l’amiodarone determina la comparsa di una pigmentazione grigio-ardesia nelle zone fotoesposte, a causa della formazione di complessi amiodarone-lipoprotenina conseguente all’esposizione luminosa. Le complicanze dermatologiche, spesso trascurate o oggetto di diagnosi errate, sono tuttavia reversibili e scompaiono alla sospensione del farmaco. La dermopatia, pur non influenzando in genere l’esito della terapia e comportando raramente la sospensione del trattamento, ha un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti.

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