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ESPERIENZE DERMATOLOGICHE

Rivista di Dermatologia


Journal of Istituto Dermatologico San Gallicano
Official Journal of the Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - A.D.O.I.
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Esperienze Dermatologiche 2014 June;16(2):67-74

lingua: Italiano, Inglese

Attività antibatterica e antiproliferativa in vitro di sulfadiazina argentica utilizzata da sola e associata con acido ialuronico

Figura N. 1, Biagi M. 2, Collodel G. 3, Gonnelli S. 1, Moretti E. 3

1 Department of Medical, Surgical and Neurological Sciences, University of Siena, Siena, Italy;
2 Department of Physics, Earth and Environmental Sciences, University of Siena, Siena, Italy;
3 Department of Molecular and Developmental Medicine, University of Siena, Siena, Italy


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OBIETTIVO: La superinfezione di lesioni cutanee croniche (LCC), come piaghe da decubito e ulcere vascolari, sono cause importanti di morbosità e mortalità. La terapia d’eccellenza per la prevenzione e per il trattamento di queste infezioni prevede l’uso locale di una soluzione di 1% sulfadiazina argentica (SA), e 1% sulfadiazina argentica con 0,2% di acido ialuronico (SAAI).
METODI: Abbiamo determinato in vitro la concentrazione minima battericida (CMB) di SA e SAAI nei confronti di Staphylococcus aureus, un ceppo di S. aureus meticillino-resistente e Pseudomonas aeruginosa, utilizzando il metodo della diluizione in brodo con subcultura su agar. Abbiamo anche verificato se SA e SAAI influenzino la proliferazione di fibroblasti (PF). Infine S. aureus e P. aeruginosa sono stati esaminati mediante microscopia elettronica a trasmissione (TEM) alla CMB di SA e SAAI.
RISULTATI: CMB di SA era 1:10 (corrispondente a 1 mg/mL di sulfadiazina argentica) e quella di SAAI era 1:5, contro tutte le specie e varianti esaminate. Alle concentrazioni più alte, SA e SAAI hanno ridotto significativamente la PF. Con SA, l’analisi al TEM ha mostrato precipitati di argento all’interno dei batteri, alterazioni della membrana e vacuolizzazione del citoplasma. Tali alterazioni sono risultate meno severe con SAAI.
CONCLUSIONI: SA ha mostrato una maggiore attività antimicrobica rispetto a SAAI, confermata dall’analisi al TEM. Entrambe le sostanze hanno ridotto la PF, ma la differenza tra loro non è risultata significativa.

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