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ESPERIENZE DERMATOLOGICHE

Rivista di Dermatologia


Journal of Istituto Dermatologico San Gallicano
Official Journal of the Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - A.D.O.I.
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

NOTE DI TECNICA  


Esperienze Dermatologiche 2013 December;15(4):177-80

lingua: Italiano

Psoriasi e idrosadenite: la nostra esperienza con farmaci anti-TNF-α

Todaro F., Angileri R. G., Cisarò N., Amato S.

Unità Operativa Complessa di Dermatologia, Ospedale Civico ARNAS, Palermo


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Il quadro clinico dell’idrosadenite suppurativa fu descritto per la prima volta nel 1839 da Velpeau, ma fu Aristide Auguste Stanislas Verneuil che, nel 1864, scoprì la causa della patologia che oggi porta il suo nome (malattia di Verneuil). Conosciuta anche come idrosadenite suppurativa, acne inversa e tetrade da occlusione follicolare, è una patologia che interessa le ghiandole apocrine, elettivamente localizzate a livello delle grandi pieghe del corpo. In particolare, è dovuta ad un’occlusione dell’infundibolo, una porzione specifica del follicolo pilifero. Inizialmente compaiono manifestazioni eritematose di dimensioni variabili, simili a piccole papule, oppure noduli, fastidiosi, dolenti, che si localizzano alle pieghe: cavi ascellari, inguine, regione sottomammaria, solco intergluteo. Il problema interessa maggiormente le donne rispetto agli uomini e compare per la prima volta durante o dopo la pubertà. La patologia tende a fistolizzare, drenando un materiale siero-purulento sulla cute, ed infine a cicatrizzare, determinando la comparsa di tessuto anelastico, simile ad un cordone duro e depresso rispetto alla cute sana. A tutt’oggi non è ben chiaro il motivo scatenante il problema che, a volte, può essere anche ereditario. Le terapie usate fino a questo momento si basano su: antibioticoterapia topica ed orale, antiandrogeni, retinoidi, infiltrazioni cutanee di corticosteroidi e, infine, l’approccio chirurgico. Descriviamo la nostra esperienza in tre casi clinici di pazienti affetti da idrosadenite e psoriasi di grado medio-grave sottoposti, per tale motivo, a terapia con anti TNF-α.

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