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ESPERIENZE DERMATOLOGICHE

Rivista di Dermatologia


Journal of Istituto Dermatologico San Gallicano
Official Journal of the Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani - A.D.O.I.
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

 

ARTICOLI SPECIALI  


Esperienze Dermatologiche 2013 Giugno;15(2):51-61

lingua: Italiano

Le difese antimicrobiche della cute

Terranova F.

Medico Libero Professionista, Docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, Roma


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La cute, esposta all’attacco dei microbi, deve proteggere se stessa e i sottostanti tessuti. A tal fine non si limita ad affidarsi ai dispositivi immunitari sistemici, ma pone in essere difese autonome. Oltre a fare da barriera, dispone di funzioni immunitarie attinenti all’immunità naturale ma in grado anche di supportare l’immunità acquisita. I cheratinociti esprimono chemosensori, come i Toll-like receptors, capaci di riconoscere componenti molecolari comuni alle specie microbiche (lipopolisaccaridi, ecc.) e anche fattori lesivi di origine non infettiva; il segnale generato innesca la produzione di peptidi antimicrobici (defensine e catelicidine) che svolgono attività battericida e compiti di modulazione immunitaria. I cheratinociti producono anche citochine immunoregolatrici, in condizioni basali e/o in risposta a diversi stimoli, e sono pure in grado di assumere il ruolo di APC. La pelle umana sana ospita una popolazione linfocitaria residente più numerosa di quella del sangue, quasi esclusivamente composta di cellule T, insieme a piccole quote di elementi atipici: linfociti Tγδ, NK e iNKT: recenti ricerche mettono in luce il ruolo svolto in condizioni normali ed in numerose dermopatie. Infine, il derma e l’epidermide presentano distinti sottotipi di cellule dendritiche che derivano da progenitori diversi ed assolvono a funzioni almeno in parte distinte.

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