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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  LINFOMI CUTANEI: COSA C’È DI NUOVO


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2012 December;147(6):573-9

lingua: Inglese

Terapia combinata per i CTCL: ruolo attuale del bexarotene

Delfino C. 1, Grandi V. 1, Pileri A. 2, Rupoli S. 3, Quaglino P. 4, Alterini R. 5, Goteri G. 6, Canafoglia L. 3, Pimpinelli N. 1

1 Division of Dermatology, Department of Critical Care Medicine and Surgery; University of Florence, Italy;
2 Division of Dermatology, Department of Internal Medicine, Geriatrics and Nephrology, University of Bologna, Bologna, Italy;
3 Division of Hematology, University of Ancona, Ancona, Italy;
4 Division of Dermatology, Department of Biomedical Sciences and Human Oncology, University of Turin, Turin, Italy;
5 Division of Hematology, Department of Critical Care Medicine and Surgery, University of Florence, Florence, Italy;
6 Division of Anatomic Pathology, University of Ancona, Ancona, Italy


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I linfomi primitivi cutanei a cellule T (primary cutaneous T-cell lymphomas, CTCL) costituiscono un gruppo eterogeneo di linfomi NH extranodali a primitiva localizzazione cutanea senza interessamento extracutaneo al momento della diagnosi. La scelta terapeutica viene operata in base alla entità clinico-patologica e allo stadio di malattia. Tra le varie opzioni terapeutiche disponibili, il bexarotene per uso orale ha dimostrato efficacia e sicurezza sia in monoterapia che in associazione con altri trattamenti, in virtù della sua versatilità e dell’elevato sinergismo in combinazione con interferone alfa, fotochemioterapia (photochemotherapy, PUVA) e chemioterapia. Inoltre, se associato a un’attenta gestione degli effetti collaterali, bexarotene è ben tollerato anche in trattamenti a lungo termine, ed è quindi un valido candidato per l’impiego come farmaco di mantenimento dopo vari regimi di induzione. Recentemente il Gruppo Italiano Linfomi Cutanei ha intrapreso alcuni studi clinici pilota, con lo scopo di indagare le potenzialità di bexarotene sia in associazione a PUVA terapia e monochemioterapia (doxorubicina pegilata liposomiale-Peg-doxo, gemcitabina), che come farmaco di consolidamento/mantenimento. I risultati preliminari degli studi pilota del GILC confermano l’elevata tollerabilità e sicurezza di bexarotene e il suo potenziale sinergismo in associazione a PUVA-terapia e chemioterapia. L’impiego di bexarotene in consolidamento/mantenimento ha permesso inoltre di migliorare la risposta globale.

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