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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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  INFEZIONI E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI: SFIDE VECCHIE E NUOVE PARTE II


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2012 October;147(5):423-30

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Malattia infiammatoria pelvica da Chlamydia trachomatis versus malattia infiammatoria pelvica da Neisseria gonorrhea: dal sospetto clinico alla terapia

De Seta F., Banco R., Turrisi A., Airoud M., De Leo R., Stabile G., Ceccarello M., Restaino S., De Santo D.

Institute for Maternal and Child Health-IRCCS “Burlo Garofolo”, University of Trieste, Trieste, Italy


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La malattia infiammatoria pelvica è la complicanza più significativa delle malattie a trasmissione sessuale nella popolazione femminile in età fertile e rappresenta tuttora un importante problema di salute pubblica a causa delle sue sequele a lungo termine (dolore pelvico cronico, gravidanza ectopica, infertilità da fattore tubarico). Prima degli anni Settanta tale patologia era considerata un’infezione monomicrobica, sostenuta prevalentemente da Neisseria gonorrhea. Attualmente la sua etiologia polimicrobica risulta ben documentata, con un gran numero di microrganismi coinvolti (Neisseria gonorrhea, Chlamydia trachomatis, anaerobi vaginali, Gardnerella vaginalis, Haemophilus influenzae, entrococchi Gram negativi, Streptococco agalactiae e Mycoplasma genitalium). I sintomi che accompagnano la malattia infiammatoria pelvica sono molto vari e possono dipendere strettamente dall’agente etiologico coinvolto. Si è visto che le donne affette da malattia infiammatoria pelvica provocata da Chlamydia trachomatis sono più frequentemente asintomatiche rispetto a quelle affette da una forma ad etiologia gonococcica. Poiché la diagnosi clinica è imprecisa, il sospetto diagnostico di malattia infiammatoria pelvica dovrebbe essere confermato da una valutazione microbiologica dell’ambiente cervicovaginale, assieme a test di laboratorio ed esami di imaging. La laparoscopia rimane tuttavia il gold standard diagnostico. In considerazione dell’etiologia polimicrobica, si raccomanda di impostare precocemente una terapia antibiotica, allo scopo di ridurre il rischio delle sequele a lungo termine associate a tale patologia.

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