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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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  INFEZIONI E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI: SFIDE VECCHIE E NUOVE PARTE I


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2012 August;147(4):341-8

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Malattie sessualmente trasmissibili: determinanti sociali e comportamenti a rischio. Un’indagine su un campione di pazienti dell’Azienda sanitaria di Firenze

Silvestri C. 1, Giomi B. 2, Colli L. 2, Berti A. 1, Voller F. 1, Cipriani F. 1, Zuccati G. 2

1 Epidemiology Unit, Regional Health Agency of Tuscany, Florence, Italy;
2 Unit for STI, Department of Dermatological Sciences, University of Florence, Florence, Italy


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Obiettivo. Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) rappresentano infezioni frequenti, diffuse e in aumento in tutto il globo. Negli ultimi tre decenni nei paesi occidentali si è osservato un complessivo incremento dell’incidenza delle IST, che viene posto in relazione con una serie di cambiamenti nel costume e negli atteggiamenti culturali rispetto alle abitudini sessuali. Per questo da diversi anni non solo i fattori strettamente epidemiologici della diffusione delle malattie trasmissibili sessualmente (MTS), ma anche i comportamenti sessuali che ne determinano la distribuzione sono divenuti più di sempre oggetto di studio.
In Italia, le informazioni disponibili sulla diffusione nazionale delle IST provengono dai dati riportati dal Ministero della Salute, che sono però limitati alle sole malattie a notifica obbligatoria, cioè gonorrea e sifilide, e sono altresì condizionati dal problema della sottonotifica.
Metodi. Sulla base di queste premesse, presso la UOC Centro MTS dell’Università degli Studi di Firenze, è stato condotto uno studio epidemiologico sulle IST e sui fattori di rischio ad esse associati, attraverso l’utilizzo di un questionario appositamente predisposto e non standardizzato, sottoposto in modo autosomministrato e anonimo ai pazienti in attesa di una visita.
Risultati. Sono stati arruolati 469 pazienti (321 maschi e 148 femmine) di età compresa fra i 16 ed i 70 anni. Il 59,7% ha dichiarato di avere una relazione stabile ma il 20% riferisce di aver avuto 5 o più partner sessuali nel corso degli ultimi 12 mesi; 133 pazienti hanno dichiarato di essere omosessuali e 24 bisessuali. L’uso del profilattico risulta essere molto basso soprattutto nelle due fasce di età estreme. Il 50% ha avuto una diagnosi di IST nella vita, in particolare di sifilide (39,3%), Papilloma virus (64,6%) e clamidia (42,9%). Fra i pazienti a cui è stata diagnosticata una IST (incluse HIV e herpes genitalis), il 32,4% dichiara di non usare il profilattico.
Conclusioni. In questo articolo, gli autori discutono i propri risultati in rapporto ai dati esistenti nella letteratura internazionale, e identificano nei comportamenti a rischio della popolazione in esame il target più importante per strategie di counselling e prevenzione.

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