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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  OPTIMIZING MANAGEMENT ON NON-MELANOMA SKIN CANCERS


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2009 Agosto;144(4):459-62

lingua: Inglese

Gestione per via topica della cheratosi attinica e della field cancerization

E. Stockfleth

Skin Cancer Center, Charité, University Hospital, Berlin, Germany


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La cheratosi attinica (actinic keratosis, AK) è un carcinoma in situ a cellule squamose dell’epidermide. In circa il 10% di tutti i pazienti con AK e in circa il 30% di quelli con immunosoppressione aggiuntiva, un carcinoma invasivo a cellule squamose della cute compare nel tempo, sottolineando come le AK dovrebbero essere identificate e trattate precocemente. I criteri e gli aspetti caratteristici dei cancri cutanei diversi dal melanoma sono stati definiti istologicamente: l’esame istologico consente la differenziazione a partire da un piccolo campione di tessuto e resta il riferimento per la diagnosi. Per tutte le terapie l’obiettivo è quello di guarire le lesioni, sia clinicamente che istologicamente, attraverso la distruzione dei cheratinociti mutati e di ridurre il numero di lesioni AK con il minimo del dolore, delle cicatrici residue e delle recidive. Le AK correlano con l’esposizione alla radiazione ultravioletta, di conseguenza tutti i trattamenti dovrebbero essere combinati con una riduzione dell’esposizione alla luce solare. Attualmente sono disponibili diverse opzioni di trattamento, comprendenti l’asportazione, il curettage ed essiccamento, la crioterapia, la laser terapia o i trattamenti per via topica che a loro volta comprendono l’utilizzo di imiquimod, la terapia fotodinamica, l’utilizzo di inibitori cox-1/2, peeling chimici o 5-fluorouracile. Non tutti sono appropriati per tutti i pazienti o per tutti i tipi di lesione. Spesso i trattamenti sono individualizzati per assicurare la massima risposta. Sebbene i trattamenti esistenti possano essere molto efficaci, essi hanno alcune limitazioni, quali la scarsa tollerabilità da parte del paziente o, soprattutto nel caso di AK che abbia colpito aree cutanee esposte, le conseguenze esteticamente inaccettabili. Inoltre, i tassi di recidiva variano per di diversi trattamenti. La recidiva di una lesione (che per definizione colpisce la stessa sede) è spesso il risultato di un’asportazione incompleta di lesioni AK clinicamente evidenti dopo trattamento o della presenza di lesioni subcliniche che non sono state identificate e rimosse. Le lesioni AK possono essere trattate individualmente o, se le lesioni sono numerose e riguardano un’area cutanea danneggiata dall’esposizione alla luce solare, l’intera area dovrebbe essere trattata per rimuovere le lesioni subcliniche così come quelle clinicamente visibili (terapia mirata al campo). In generale, la scelta del trattamento viene fatta sulla base di diversi fattori, tra i quali la localizzazione e il numero delle lesioni, l’accrescimento e la loro morfologia, l’area cutanea danneggiata dall’esposizione alla luce solare, l’età, lo stile di vita, i trattamenti precedenti o l’anamnesi del paziente.

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