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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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  PEMPHIGUS AND PEMPHIGOID UPDATE IN 2009


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2009 August;144(4):423-31

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Modelli animali sperimentali per il pemfigoide bolloso

Heimbach L., Li N., Diaz A., Liu Z.

Departments of Dermatology, Microbiology and Immunology, University of North Carolina School of Medicine, Chapel Hill, NC, USA


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Il pemfigoide bolloso (bullous pemhigoid, BP) è una malattia cutanea vescicolosa autoimmunitaria, caratterizzata da un punto di vista immunoistologico, dalla separazione della giunzione dermo-epidermica (dermal-epidermal junction, DEJ), dalla presenza di un infiltrato di cellule infiammatorie nella parte superiore del derma e dalla presenza di autoanticorpi diretti contro le proteine emidesmosomiali BP230 e BP180. Un modello murino di transfer passivo BP che utilizza anticorpi di coniglio diretti contro la BP180 murina riproduce gli aspetti clinici e istologici chiave del BP umana. Utilizzando questo modello è stato dimostrato che la vescicolazione subepidermica viene iniziata dagli anticorpi anti-BP180 e mediata dall’attivazione del complemento, dalla degranulazione dei mastociti, dall’infiltrazione da parte dei neutrofili e dalla secrezione di proteinasi. Il modello passivo di transfer delle IgG di coniglio anti-murine non è adatto allo studio degli anticorpi patogeni umani, dal momento che gli epitopi antigenici umani e murini non sono cross-reattivi. Recentemente sono stati creati due modelli murini umanizzati, nei quali la forma murina della BP180 è stata sostituita dall’omologa umana. Gli autoanticorpi isolati da pazienti umani inducono un BP sperimentale nei topi umanizzati e la progressione della malattia rispecchia quella osservata nel modello murino con IgG di coniglio anti-murine. I modelli murini umanizzati rappresentano dei sistemi ideali in vitro per testare le nuove strategie terapeutiche per la gestione della malattia. In questa review gli Autori discutono il progresso ottenuto circa la comprensione della patogenesi del BP, così come dei limiti legati all’utilizzo dei modelli animali per lo studio della malattia umana.

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