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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2009 June;144(3):281-5

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Terapia fotodinamica con acido metil-aminolevulinico per il trattamento delle cheratosi attiniche e dei tumori cutanei epiteliali: analisi retrospettiva della risposta in 462 pazienti

Fai D., Arpaia N., Romano I., Vestita M., Cassano N., Vena G. A.

1 Phototherapy Unit, Dermatology Service, AUSL Lecce Gagliano del Capo, Lecce, Italy 2 Second Dermatology Clinic Department of Internal Medicine Immunology and Infectious Diseases University of Bari, Bari, Italy


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Obiettivo. La terapia fotodinamica con acido metil-aminolevulinico per via topica (MAL-PDT) è un trattamento frequentemente utilizzato per le cheratosi attiniche (actinic keratoses, AK) e i tumori cutanei epiteliali (non-melanoma skin cancers, NMSC). Gli autori riportano i risultati di un’analisi retrospettiva relativa alla loro esperienza cumulativa maturata nell’arco di circa 4 anni con l’uso di MAL-PDT in un contesto ospedaliero ambulatoriale.
Metodi. L’analisi ha incluso tutti i pazienti ambulatoriali che avevano completato il trattamento con MAL-PDT (una singola seduta per le AK e due sedute settimanali consecutive per i NMSC) per i quali erano disponibili i dati relativi a un periodo di follow-up post-trattamento di almeno 12 mesi.
Risultati. La casistica esaminata comprendeva un totale di 462 pazienti: 210 con AK, 228 soggetti con 348 carcinomi basocellulari (basal cell carcinomas, BCC), 213 nodulari (nodular basal cell carcinomas, nBCC) e 135 superficiali (superficial basal cell carcinomas, sBCC), 17 pazienti con morbo di Bowen e 7 con carcinoma spinocellulare. Dopo una singola seduta, una risposta completa è stata ottenuta nel 79% dei pazienti con AK a 3 mesi e nel 68.1% a 12 mesi. Per quanto riguarda i BCC in generale, la remissione completa è stata osservata nel 71% delle lesioni a 3 mesi, con una frequenza di recidiva pari al 15% a 12 mesi. Il rischio di un fallimento terapeutico iniziale, così come quello della recidiva, appariva maggiore nel caso di nBCC. I nostri risultati, seppur limitati a pochi casi, indicano che la risposta del morbo di Bowen al trattamento con MAL-PDT è molto positiva, a differenza del carcinoma spinocellulare microinvasivo o propriamente invasivo. La tollerabilità al trattamento è risultata nel complesso soddisfacente.
Conclusione. La nostra esperienza conferma che il trattamento con MAL-PDT rappresenta un valido approccio ai pazienti con AK, BCC e morbo di Bowen, con un profilo di tollerabilità accettabile e un rischio di complicanze piuttosto basso.

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