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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2008 October;143(5):329-37

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Luce monocromatica a eccimeri 308 nm in dermatologia: esperienza personale e review della letteratura

Mavilia L. 1, Mori M. 2, Rossi R. 2, Campolmi P. 2, Puglisi Guerra A. 1, Lotti T. 2

1 Dermatology Unit, Papardo Hospital, Messina, Italy 2 Dermatological Physiotherapy Unit Department of Dermatological Sciences University of Florence, Florence, Italy


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Da oltre cinque anni stiamo utilizzando una nuova sorgente di raggi ultravioletti B, una lampada Xenon-Cloro che emette una luce non coerente, monocromatica a 308 nm e che rappresenta la naturale evoluzione del laser ad eccimeri. La sorgente di luce monocromatica ad eccimeri (MEL) produce una densità di potenza di 50 mW/cm2 alla distanza di 15 cm dalla sorgente e possiede un’area irradiante massima di 504 cm2. Ed è proprio quest’ultima caratteristica a rappresentare il maggior vantaggio terapeutico tra le sorgenti a 308 nm. I vantaggi che la MEL presenta invece rispetto alle fototerapie tradizionali sono correlate soprattutto al fatto che non è necessaria l’assunzione di psoralenici per os (PUVA terapia) e soprattutto per il vantaggio di poter effettuare una seduta ogni 7-15 giorni, fatto questo importante per il miglioramento della qualità di vita del paziente che con la classica terapia UVB effettua almeno 2-3 sedute settimanali. La MEL consente di poter applicare la luce UVB sia su tutto il corpo, con illuminazioni cutanee parziali subentranti oppure su di una o poche singole chiazze, avendo cura di proteggere accuratamente la cute sana circostante, consentendo così di effettuare una “fototerapia mirata” esclusivamente alla lesione da trattare. Le indicazioni cliniche e le ragioni della scelta della MEL nel trattamento di una patologia cutanea fotosensibile sono praticamente le medesime della PUVA terapia o degli UVB a banda stretta. L’assenza di sostanze fotosensibilizzanti e di tossicità farmaco-indotta consente di trattare pazienti che lavorano all’aria aperta, donne in gravidanza e pazienti affetti da insufficienza epatica o renale. Inoltre, la brevità delle sedute, la durata dei cicli e la selettiva esposizione delle aree cutanee affette costituiscono un indubbio vantaggio per il paziente in termini di sicurezza ed efficacia. Oltre che alla psoriasi, l’utilizzo della MEL si estende ad altre patologie come la vitiligine, l’alopecia areata, la dermatite atopica e la micosi fungoide in stadio IA con incoraggianti risultati.

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