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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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CASI CLINICI  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2007 October;142(5):603-5

lingua: Inglese

Trattamento del pemfigo familiare benigno con tacrolimus topico: una terapia efficace?

Gallo L., Lo Presti M., Ayala F.

Unit of Dermatology, Allergology and Venereology Department of Pathology University “Federico II” of Naples, Naples, Italy


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Il pemfigo familiare benigno (familiar benign pemphigus, FBP) è una genodermatosi rara autosomica-dominante a penetranza incompleta. FBP frequentemente si presenta nella tarda adolescenza o nell’adulto (tra i 30 ei 40 anni). È caratterizzato da eruzioni cutanee ricorrenti soprattutto alle pieghe. Le caratteristiche cliniche sono rappresentate da vescicole che evolvono verso placche fissurate ed eritematose, bolle ed erosioni coperte da croste a livello delle ascelle, del collo, dei genitali e del torace. FBP può essere una condizione debilitante, sia fisicamente che psicologicamente. I pazienti lamentano, prurito, bruciore, dolore intenso e riduzione dei movimenti. Nonostante la varietà di trattementi medici topici e sistemici, la patologia presenta una forte discussione terapeutica dovuta all’alto tasso di recidiva. Sono stati utilizzi vari approcci terapeutici, in particolare corticosteroidi, il cui uso è spesso limitato da effetti collaterali e dalla sede delle lesioni. Descriviamo il caso di una donna di 38 anni con una storia di 5 anni di FBP resistente ai cortisonici topici e sistemici e trattata con tacrolimus topico 0,03% due volte al giorno con iniziale remissione del quadro clinico. Successivamente la paziente fu trattata con eosina, antibiotici orali e corticosteroidi topici a causa del mancato controllo della malattia da parte del tacrolimus. Riteniamo quindi che il tacrolimus potrebbe essere utilizzato come una efficace opzione terapeutica anche nella fase acuta della malattia. Più casi dovrebbero essere trattati per confermare la sua efficacia in pazienti resistenti alla terapia convenzionale.

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