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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2007 June;142(3):269-76

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

L’importanza di una terapia continuativa a lungo termine nella psoriasi moderata-severa

Del Giglio M., Gisondi P., Girolomoni G.

Unit of Dermatology and Venereology Department of Biomedical and Surgical Sciences University of Verona, Verona, Italy


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La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica, ricorrente, di variabile severità associata ad artrite psoriasica e ad altre comorbidità in molti pazienti. La malattia generalmente è caratterizzata da un tipico andamento recidivante e ha un importante impatto sulla qualità di vita dei pazienti che necessitano di terapie a lungo termine (ad esempio anni). Il trattamento della psoriasi è complesso. Nelle forme moderate-severe si ricorre in prima istanza alle terapie convenzionali quali ciclosporina, methotrexate, retinoidi o fototerapia la cui efficacia nel breve termine è ampiamente dimostrata. Tuttavia, l’impiego di tali trattamenti a lungo termine è limitato sia dal rischio di tossicità d’organo che dai rischi connessi a uno stato protratto di immunosoppressione. Tali trattamenti vengono conseguentemente interrotti dopo avere ottenuto la remissione clinica che è inevitabilmente seguita dalla recidiva della psoriasi. Questo si applica anche per la fototerapia, inclusa l’elioterapia. I farmaci biologici rappresentano un importante progresso nel trattamento dei pazienti candidati a terapia sistemica; i modulatori delle risposte T-cellulari (efalizumab) e gli anti TNF-α (etanercept, infliximab ed adalimumab – quest’ultimo approvato solo per il trattamento dell’artrite psoriasica) si distinguono per differente meccanismo d’azione e diverso profilo di efficacia e sicurezza, che si riflette sul loro utilizzo a lungo termine. Tuttavia è molto difficile poter compararne in modo accurato l’efficacia terapeutica e il tempo medio di recidiva dall’interruzione della loro somministrazione. In genere l’interruzione del trattamento è seguita da una recidiva dopo un tempo mediano di 60-70 giorni, ma, data la rarità di effetti collaterali, non è necessario interrompere il trattamento. In particolare, efalizumab è indicato nella psoriasi moderata-grave ed è il farmaco per il quale esistono dati di efficacia e sicurezza a più lungo termine (>36 mesi). Le terapie sistemiche vengono frequentemente interrotte durante il periodo estivo nell’illusione che la malattia scompaia; ma questo è seguito invariabilmente da una successiva ripresa delle lesioni, con talvolta maggiori difficoltà ad ottenere una nuova remissione. Data la cronicità della psoriasi, il suo trattamento richiede inevitabilmente una strategia terapeutica a lungo termine, e questo aspetto va tenuto ben presente nella comunicazione al paziente.

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