Home > Riviste > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2007 Febbraio;142(1) > Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2007 Febbraio;142(1):15-23

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014


eTOC

 

REVIEW  


Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2007 Febbraio;142(1):15-23

lingua: Inglese

Ormoni e invecchiamento cutaneo

Zouboulis C. C. 1,2, Makrantonaki E. 1,2

1 Department of Dermatology and Immunology Dessau Medical Center, Dessau
2 Laboratory of Biogerontology, Dermato-Pharmacology and Dermato-Endocrinology Institute of Clinical Pharmacology and Toxicology Charité Universitaetsedizin Berlin
Campus Benjamin Franklin, Berlin, Germany


PDF  


L’invecchiamento intrinseco della cute umana è influenzato dalla predisposizione genetica e dallo status ormonale. Esso riflette i processi di degradazione che avvengono anche in altri organi del corpo. Una grande parte dei parametri somatici che variano con l’invecchiamento coinvolge le funzioni della cute. Gli ormoni sono decisamente coinvolti, in seguito alla ridotta secrezione da parte dell’ipofisi, delle ghiandole surrenali e delle gonadi. I cambiamenti ormonali dell’invecchiamento portano allo sviluppo di un fenotipo corporeo e cutaneo specifici. Ogni essere umano ha un sistema ormonale individuale che può deviare dai valori standard. Attualmente, nei Paesi occidentali, le persone passano 1/3 della loro vita (sesso femminile – menopausa) o almeno 20 anni (sesso maschile – deficit androgeno parziale dell’invecchiamento maschile) in condizione di deficit estrogeno o androgeno, rispettivamente. Ulteriori ormoni che diminuiscono con l’aumentare dell’età sono rappresentati dalla melatonina, dall’ormone della crescita (growth hormone, GH), dal deidroepiandrosterone e dal fattore insulino-simile di accrescimento I (insulin-like growth factor-I: IGF-I). Nei soggetti di sesso femminile accanto alla riduzione degli estrogeni si ha anche riduzione in corso di menopausa del progesterone. Dal momento che il progesterone controlla gli androgeni, nei soggetti di sesso femminile con l’aumentare dell’età compare un iperandrogenismo periferico relativo. La prevenzione o l’interruzione del processo intrinseco di invecchiamento tramite la terapia ormonale sostitutiva rappresenta un concetto terapeutico che non è ancora stato completamente esplorato. I dati attualmente disponibili evidenziano come questo concetto sia realizzabile attraverso la sostituzione degli estrogeni in corso di menopausa. Nei soggetti senescenti di sesso maschile sono necessari ulteriori, estesi, studi prima che si possa raccomandare la terapia ormonale sostitutiva nella pratica clinica. I primi dati depongono a favore di un’influenza positiva della terapia sostitutiva con testosterone nei soggetti di sesso maschile con ipogonadismo secondario. Tuttavia, vi sono sempre più evidenze che nel soggetto di sesso maschile invecchiato il GH e l’IGF-I giochino un ruolo superiore rispetto a quello previsto per il testosterone. L’IGF-I sembra giocare un ruolo centrale nel processo di invecchiamento. Dal momento che la cute non ha solo una funzione protettiva per l’organismo, ma che è anche un attivo organo endocrino periferico, che rilascia ormoni attivi in circolo, la sostituzione ormonale locale potrebbe divenire interessante in futuro.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail