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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2006 Dicembre;141(6):541-4

 CASI CLINICI

Lebbra lepromatosa: descrizione di un caso clinico

Mozzillo R. 1, Colasanti P. 1, Cordedda M. 1, Zanchini R. 1, Berruti V. 1, Spanò G. 1, Picciotti E. 2, Berruti G. 1

1 Unit of Dermatology S. Gennaro Hospital ASL Napoli 1, Naples, Italy
2 Unit of Histopathologyy Vecchio Pellegrini Hospital ASL Napoli 1, Naples, Italy

In questo lavoro viene presentato il caso di un paziente di sesso maschile di 68 anni, di nazionalità italiana, affetto da lebbra lepromatosa, una varietà di lebbra determinata da un deficit dell’immunità cellulo-mediata. L’uomo, che aveva vissuto in Venezuela per circa 20 anni, presentava un’eruzione diffusa di placche eritematose che non si associava ad alcun tipo di sintomatologia soggettiva. L’esame istopatologico delle lesioni evidenziava la presenza di un infiltrato granulomatoso nel derma, costituito da macrofagi schiumosi e qualche linfocita. La colorazione di Ziehl-Neelsen mostrava la presenza di bacilli acido-alcool resistenti nel citoplasma dei macrofagi. La ricerca di micobatteri sul muco nasale mediante la stessa colorazione di Ziehl-Neelsen dava esito positivo, confermando la presenza di bacilli acido-alcool resistenti. Si osservava, inoltre, la perforazione della cartilagine nasale. Pertanto, sulla base dei dati clinici, istopatologici e batteriologici veniva formulata la diagnosi di lebbra lepromatosa. Il paziente veniva indirizzato verso un centro per la cura della malattia di Hansen per iniziare una terapia chemioterapica mirata.
La lebbra si può presentare con quadri multiformi, che possono passare misconosciuti, e che fanno porre la diagnosi differenziale con numerosissime altre malattie a espressione cutanea, soprattutto in Paesi non endemici. Tale diagnosi va, quindi, tenuta presente in caso di lesioni cutanee e/o di anestesie termodolorifiche. Il caso descritto offre l’occasione per ribadire la necessità di raccogliere un’attenta anamnesi su un eventuale soggiorno dei casi sospetti in aree endemiche negli ultimi 10-15 anni.
Vengono, infine, esposte le nuove teorie circa i meccanismi immunologici cellulo-mediati coinvolti nell’infezione che condizionano il polimorfismo clinico e istopatologico della malattia di Hansen.

lingua: Inglese


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