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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2006 December;141(6):513-9

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Atopy Patch Test con acari della polvere domestica e dermatite atopica: stato dell’arte

Ingordo V. 1, Iannazzone S. S. 2, Cusano F. 2, Nino M. 3

1 Department of Dermatology Military Hospital Center G. Venticinque, Taranto, Italy 2 Department of Dermatology G. Rummo Hospital, Benevento,Italy 3 Unit of Clinical, Allergologic and Venereologic Dermatology Department of Systematic Pathology Federico II University, Naples, Italy


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Si è ipotizzato che allergeni normalmente responsabili di manifestazioni atopiche di tipo respiratorio, quali gli acari della polvere domestica (APD), possano agire, quali trigger dell’aggravamento della dermatite atopica (DA), attraverso il contatto diretto cutaneo. Numerosi studi, condotti nell’arco degli ultimi 20 anni utilizzando i patch tests con gli APD, suggeriscono che l’eczema possa essere elicitato sulla cute di un sottogruppo di pazienti con DA attraverso un meccanismo immuno-mediato. Questo tipo di patch test, che viene effettuato anche con altri aeroallergeni, è stato chiamato Atopy Patch Test (APT). Nel presente articolo vengono esaminati i principali problemi metodologici dell’APT con APD e le percentuali di positività del test nei soggetti con DA testati, sulla base della letteratura. Vengono altresì riassunte le evidenze relative al coinvolgimento di un meccanismo immunopatologico nella risposta positiva al test. Secondo gli studi disponibili, l’allergene, dopo essere penetrato nella cute, stimolerebbe una reazione linfocitaria attraverso l’intervento di cellule di Langerhans che hanno le IgE fissate sulla loro superficie. In una fase precoce l’infiltrato infiammatorio è costituito prevalentemente da linfociti Th-2, produttori di IL-4 e IL-5. In un fase più tardiva si è osservato un viraggio verso un infiltrato costituito da linfociti prevalentemente Th-1, produttori di IFN-γ. È stato proposto che l’APT possa essere usato, in un sottogruppo di pazienti con DA, come un test di provocazione, analogamente a quanto avviene per il test di provocazione bronchiale nell’asma o il test di provocazione nasale nella rinite, ed è stato supposto che la positività del test abbia un significato predittivo per il peggioramento clinico della DA dopo esposizione all’allergene. Vengono riassunti gli articoli che confortano tale ipotesi. Infine viene considerato il problema delle positività all’APT occasionalmente rilevate in pazienti con atopia respiratoria o costituzionale e in soggetti non atopici, e vengono esaminate le possibili spiegazioni di questi risultati.

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