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GIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2006 April;141(2):117-22

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Antibiotico resistenza propioniatterica a Ferrara

Bettoli V. 1, Borghi A. 2, Rossi R. 3, Ferroni M. 2, Rigolin F. 3, Virgili A. 2

1 Dermatology Unit, Department of Specialistic Medicine Arcispedale S. Anna University Hospital, Ferrara, Italy
2 Dermatology Unit Department of Clinical and Experimental Medicine University of Ferrara, Ferrara, Italy
3 Microbiology Unit, Department of Pathology and Oncology Arcispedale S. Anna, Ferrara, Italy


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Obiettivo. Gli antibiotici, riducendo il numero di propionibatteri sulla superficie cutanea, rappresentano un efficace presidio nel trattamento dell’acne infiammatoria. L’impiego su larga scala di antibiotici, sia sistemici sia topici, per la cura dell’acne ha determinato la diffusione di ceppi di propionibatteri resistenti. La conseguenza della selezione di ceppi resistenti consiste essenzialmente nel fallimento della terapia antibiotica. L’obiettivo dello studio è la definizione della prevalenza di propionibatteri antibiotico-resistenti all’interno di una vasta popolazione di pazienti acneici afferiti alla Sezione di Dermatologia di Ferrara, seguendone contestualmente le eventuali variazioni nel corso di 6 anni (aprile 2000 - ottobre 2005).
Metodi. A partire da aprile 2000 è stata testata la suscettibilità ai più comuni antibiotici usati nella terapia dell’acne dei ceppi di propionibatteri veicolati dai pazienti acneici con indicazione al trattamento antibiotico. I campioni di propionibatteri sono stati ottenuti dalla cute del volto di 1 579 pazienti acneici mediante l’impiego di un tampone inumidito. Quanto prelevato per mezzo dei tamponi è stato inoculato in terreni di coltura contenenti concentrazioni selettive di tetraciclina, minociclina, eritromicina e clindamicina, oltre che in una piastra di controllo. Dopo 7 giorni di incubazione in anaerobiosi a 37°C è stata valutata con metodica semiquantitativa (scala da 0 a 5+) l’entità della crescita delle colonie in presenza di ciascun antibiotico.
Risultati. Sono stati isolati propionibatteri in 1 508 dei 1 579 pazienti testati. La prevalenza di ceppi resistenti ad almeno un antibiotico ammonta al 55,9% del totale. La resistenza all’eritromicina è risultata la più comune in tutti gli anni dello studio, variando dal valore di 58,8% nel 2000 a 38,5% nel 2005 (prevalenza media 47,7%); la resistenza alla clindamicina è compresa tra 44,1% dell’anno 2000 e 32,2% del 2005 (media 39,2%). Il 35% dei ceppi isolati è risultato resistente contemporaneamente a eritromicina e clindamicina. Si è rilevata una resistenza molto bassa alle tetracicline (1,9% alla tetraciclina e 0,6% alla minociclina). Nel lasso temporale in cui sono state condotte le analisi è stata registrata una sensibile riduzione della resistenza sia all’eritromicina sia alla clindamicina. Questo andamento è imputabile probabilmente a una crescente sensibilità dei dermatologi locali al problema dell’antibiotico resistenza e a una maggiore aderenza alle raccomandazioni impartite dalle attuali linee guida in tema di prescrizione e gestione della terapia antibiotica nell’acne. Le più alte percentuali di antibiotico-resistenza sono proprie delle fasce di età più elevate, mentre una prevalenza soltanto leggermente superiore è documentata nei soggetti di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile.
Conclusioni. I dati mostrano la rilevante prevalenza di ceppi di propionibatteri resistenti a eritromicina e clindamicina nella popolazione di pazienti acneici indagati. Allo stato attuale, viceversa, le percentuali di resistenza alle tetracicline risultano basse. Quanto riscontrato supporta il significato dell’esame colturale nella definizione della sensibilità agli antibiotici dei propionibatteri isolati dai pazienti acneici. Questa procedura è considerata utile sia per un’adeguata gestione terapeutica dell’acne sia per lo studio del fenomeno della resistenza batterica.

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