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ULTIMO FASCICOLOGIORNALE ITALIANO DI DERMATOLOGIA E VENEREOLOGIA

Rivista di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse


Official Journal of the Italian Society of Dermatology and Sexually Transmitted Diseases
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,014

 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2006 Aprile;141(2):89-98

 ARTICOLI ORIGINALI

Cytokeratin profile as a clue to origin and differentiation in cutaneous squamous cell carcinoma

Alessi E. 1, Fanoni D. 1, Berti E. 2

1 Institute of Dermatological Sciences University of Milan, Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, Milan, Italy
2 Unit of Dermatology University of Milano-Bicocca, Milan, Italy

Obiettivo. Si riconoscono numerose varianti del carcinoma spinocellulare della cute, ma carcinomi in situ come la cheratosi solare bowenoide e il morbo di Bowen sono istologicamente quasi indistinguibili e l’effettiva esistenza del carcinoma trichilemmale risulta ancora discussa. Lo scopo di questo lavoro era verificare se la determinazione del profilo citocheratinico in alcuni carcinomi cutanei potesse essere utile per caratterizzarli meglio.
Metodi. È stata studiata l’espressione delle citocheratine (CK) 1, 5, 6, 7, 8, 10, 14, 15, 16, 17, 18 e 19 in primo luogo nelle strutture epiteliali normali della cute e successivamente nella cheratosi solare bowenoide, nel morbo di Bowen, nel carcinoma di Bowen, nel carcinoma trichilemmale, nel carcinoma spinocellulare cheratoacantomatoso, nel carcinoma spinocellulare acantolitico, nel carcinoma spinocellulare cutaneo convenzionale e nella cisti onicolemmale proliferante maligna.
Risultati. I risultati maggiormente significativi sono stati il riscontro di: (a) espressione della CK17 nella guaina epiteliale esterna in sede soprabasale, particolarmente intensa nella parte profonda del follicolo; (b) focale espressione in sede basale della CK19 in vicinanza del punto di attacco del muscolo erettore del pelo; (c) espressione della CK7 con mancato riscontro della CK19 nei lobuli sebacei; (d) espressione della CK19 nei glomeruli sudoripari sia eccrini sia apocrini; (e) espressione della CK10 con mancato riscontro della CK17 nella matrice e nel letto ungueale; (f) focale espressione della CK19 in numerosi casi di morbo di Bowen in contrasto con il suo costante mancato riscontro nella cheratosi solare bowenoide; (g) un profilo citocheratinico quasi sovrapponibile nel morbo di Bowen, nel carcinoma di Bowen e nel carcinoma trichilemmale; (h) espressione sia della CK10 sia della CK17 nel carcinoma spinocellulare cheratoacantomatoso; (i) mancata espressione della CK10 nel carcinoma spinocellulare acantolitico, nel carcinoma spinocellulare cutaneo convenzionale e nella cisti onicolemmale proliferante maligna.
Conclusioni. I risultati dell’indagine sono a favore di una possibile origine comune del morbo di Bowen, del carcinoma di Bowen e del carcinoma trichilemmale da cellule epiteliali pluripotenti dell’acrotrichio e del carcinoma spinocellulare cheratoacantomatoso dalla porzione profonda del follicolo. Lo studio ha anche evidenziato che un’intensa e diffusa espressione della CK17 risulta nei casi dubbi a favore del carcinoma spinocellulare cheratoacantomatoso rispetto al carcinoma trichilemmale e che la ricerca dell’espressione della CK10 appare utile per distinguere i carcinomi spicocellulari ben differenziati da quelli con scarsa differenziazione, salvo nei carcinomi onicolemmali, essendo la CK10 negativa nella matrice e nel letto ungueale normali.

lingua: Inglese


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